Il boschetto di Playa Grande (Scicli)
Riprendendo l’accorato allarme di un caro amico, che in gita sui luoghi aveva riscontrato una vera e propria aggressione nei confronti di una porzione del boschetto, risulta quanto segue.
Il cosiddetto “boschetto di Playa Grande” è costituito da una striscia poco profonda costituita in maniera pressoché esclusiva da acacie spontanee e si estende parallelamente al bel vialetto pedonale che correndo parallelamente alla costa – la battigia è lontana da 100 a 200 metri – delimita a sud il villaggio. Chi conosce i luoghi riferisce che si formò all’incirca negli anni sessanta, per il radicamento di residui di potatura che venivano abbandonati su quella porzione di spiaggia sabbiosa.
Procedendo da levante a ponente il boschetto è costituito da piante abbastanza fitte, con il sottobosco pulito per effetto di interventi effettuati nel 2014 a proprio carico e spese – e sempre previe autorizzazioni – dall’Associazione Playa Grande, costituita da cittadini che assai meritoriamente investono a favore dell’estetica e della funzionalità dei servizi del villaggio (che in realtà è una frazione del comune di Scicli).
Si nota poi una piccola area libera da alberi, dove a cura della predetta Associazione verrà sistemato un campetto da gioco. Immediatamente a ponente di quest’area, colpisce la presenza di piante di acacia abbattute, alcuni tronchi sono giacciono abbandonati sui luoghi. Chi ha operato il taglio non è mosso dal desiderio di impiegare il legno che, è bene dirlo, non brucia nel camino, non è utile in alcun modo.

Si riferisce che tempo addietro furono visti alcuni personaggi fuggire dal boschetto e taluno avanza ipotesi che stessero operando a vantaggio di qualcuno non troppo lontano dai luoghi, ipotesi che l’Arma, dietro denuncia sporta dall’Associazione di cui sopra, vedrà di accertare.
Segue un’area priva di sottobosco, con piante sramate e ridotte a tronchi filiformi, una davvero inusuale forma di potatura. Forse per liberare la visuale? Al momento non si hanno notizie, se non che l’identità dell’autore di questo ulteriore attacco al boschetto non è nota. 
Anche se un agglomerato di piante di acacia non riveste alcun pregio naturalistico, in quanto si tratta di essenze non utilizzabili neanche per il fuoco del camino, continuamente spezzate dal vento (e di prontissima ricrescita), siamo perfettamente in sintonia con chi sente il bisogno di tutelare ogni essere vivente, piante comprese, dai quegli atti vandalici che i più minuscoli cervelli del genere umano concepiscono e mettono in atto a danno della poca natura rimasta intorno a noi.