La Politica della Felicità – Basi di Pensiero
La Politica della Felicità – Basi di Pensiero
Per la Politica della Felicità nelle Città
e nell’Area Mediterranea
PARTE TERZA –BASE DI PENSIERO
Questo intervento si compone di tre parti. La prima parte contiene la base etica, la seconda parte reca in estrema sintesi le azioni proposte. In questa terza parte si legge la base di pensiero, che va da Marcuse a Papa Francesco.
Documento approvato e depositato all’assemblea regionale di Sinistra Italiana tenutasi a Mondello il 29 aprile 2017, sulla base del documento approvato e depositato all’assemblea provinciale di Ragusa dell’1 aprile 2017
… Costruiamo mediante il riconoscimento reciproco degli uomini della Sinistra un’area di cultura e di fatti, e per fare questo realizzeremo quello che ci ricordano le Donne dell’UDI Catania, accetteremo cioè di aprire le nostre porte, non per accogliere, ma per muoverci noi stessi verso un luogo dove costruire una casa comune per valori e azioni, accoglieremo le diversità, rispetteremo le differenze componendole come ci ha insegnato la compagna Menapace quando sembrerà impossibile …
Base di pensiero
Siamo con il filosofo Herbert Marcuse quando esorta “Immaginazione al potere”! Immaginazione al potere perché la ragione e il linguaggio non sono più in grado di trascendere la realtà e di opporre un “grande rifiuto” al modello vigente. E siamo con Marcuse quando denuncia il carattere fondamentalmente repressivo dalla società industriale avanzata, che riduce l’uomo ad “una dimensione”, la dimensione di consumatore, euforico e ottuso, la cui libertà sta unicamente nella possibilità di scegliere tra i prodotti diversi che la produzione industriale mette a disposizione. Una situazione addirittura peggiorata nella società post industriale e post democratica. Ovvero, in una società dove rispettivamente la finanza è strumento amorale di arricchimento di pochi a danno di molti e dove le lobby hanno sostituito Stati e Parlamenti.
Siamo con il filosofo psicanalista Cornelius Castoriadis, quando afferma che per disinnescare la “megamacchina”, che stritola l’uomo ad una dimensione di Marcuse, e per generare un mondo nuovo, occorre “decolonizzare l’immaginario”, liberandolo dalle illusioni del consumismo.
Siamo con Stefano Bartolini quando afferma che la società dei consumi dell’uomo di Marcuse poggia le sue fondamenta sull’infelicità indotta dal sistema, ovvero sulla colonizzazione dell’immaginario di Castoriadis e occorre una via verso la felicità necessariamente fondata sulla relazionalità, patrimonio specifico – aggiungiamo noi – delle popolazioni mediterranee.
Siamo con Lidia Undiemi quando individua il dramma del lavoro nella perdita di sovranità da parte dello Stato a favore di enti sovranazionali non eletti che non rispondono alla società ma alle lobby (postdemocrazia), e quando afferma che vecchi e nuovi strumenti possono e debbono essere messi in campo per tutelare i lavoratori nell’epoca della delocalizzazione e della deresponsabilizzazione creata ad arte con il meccanismo delle holding., vere e proprie scatole cinesi che tolgono il lavoro senza darlo.
Siamo con Alberto Bagnai e con tutti coloro che identificano il cambio fisso imposto dall’euro in una tassa a carico dei Paesi deboli a tutto vantaggio dei Paesi forti, ma che indica una possibile strada da per uscirne. E con Stiglitz, quando suggerisce perlomeno la formazione di una moneta comune per i Paesi Mediterranei.
Siamo con Michela Marzano quando afferma il primato del pensiero sull’azione senza pensiero e con Tullio Marcon e alla sua “politica diffusa”, in opposizione alla “politica del giorno delle elezioni”.
Siamo con le donne dell’UDI Catania quando ci ricordano che dobbiamo uscire dalla nostra casa per incontrare e costruire con gli altri, e con Lidia Menapace e il suo Patto fra pensieri politici teoricamente incomponibili. Con Serge Latouche e con tutti i pensatori che indicano la società conviviale del Mediterraneo come luogo nel quale possono avvenire il disinnesco della Megamacchina e, finalmente, l’innesco della felicità di Stefano Bartolini e la decolonizzazione dell’immaginario di Castoriadis. Sia qui il luogo sociale e politico nel quale l’uomo falsamente libero e appiattito sulla sola dimensione consumista di Marcuse recuperi la verità delle sue quattro dimensioni, dove il pensiero di Michela Marzano possa sempre precedere l’azione e l’azione diventi la politica diffusa di Giulio Marcon attraverso gli Strumenti di Partecipazione Popolare Strutturata. Siamo con Papa Francesco, quando ci ricorda che il mondo non ci appartiene e va trattato con rispetto verso chi ce lo ha dato per essere consegnato integro a chi ci seguirà
Elaborazione de Il Blog di Scicli, marzo 2017