REFERENDUM DEL 17 APRILE: INCONTRIAMOCI E DISCUTIAMO
SABATO 2 APRILE ALLE ORE 10 APPUNTAMENTO PRESSO LA CASA DELLE ASSOCIAZIONI DI VIA MUSSO (SCICLI) ACCANTO AL CINEMA ITALIA, PIMO PIANO, PER APPROFONDIRE INSIEME, SOSTENITORI DEL “SÌ” E DEL “NO”, IL QUESITO REFERENDARIO, GLI INTERROGATIVI E LE RISPOSTE POSSIBILI
Dicono che certi argomenti sono troppo complessi per essere lasciati al parere della gente comune. Ma non dicono quanti ignoranti e quanti servi sono entrati in Parlamento con la legge truffa chiamata porcellum proprio da chi la escogitò.
Il REFERENDUM è oggi l’unico STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE POPOLARE che noi “gente comune” abbiamo per manifestare il nostro parere sulle grandi tematiche del Paese.
Non andare a votare, qualsiasi sia il nostro parere, vuol dire votare DUE VOLTE a favore proprio di coloro che da anni ci propinano la loro dannosa – non – politica.
Controlla il certificato elettorale e mettilo sul comodino.
Nel caso del REFERENDUM, votare serve veramente.
BOZZA DA DISCUTERE (domande e risposte) INSIEME ALLA COMUNITÁ
IL BLOG DI SCICLI È ORIENTATO AL “SÌ‘” ED ESPONE IN QUESTO DOCUMENTO LE PROPRIE MOTIVAZONI. A MAGGIOR RAGIONE SE SEI CONTRARIO PARTECIPA AL DIBATTITO E FORNISCI LE RISPOSTE CHE CREDI PIÙ GIUSTE
13 DOMANDE E 13 POSSIBILI RISPOSTE
Contatti: info@ilblogdiscicli.com
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NOTA: MENTRE SCRIVIAMO VIENE CONFERMATO LO SVERSAMENTO TUTT’ORA INARRESTATO DI PETROLIO PRESSO LE SPIAGGE TURISTICHE DELLA TUNISIA:
È VERO CHE IL PETROLIO ESTRATTO NON È DELLO STATO ITALIANO MA DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE CHE NE FANNO QUELLO CHE VOGLIONO?
SÌ, le Compagnie sono tenute a versare una piccola parte di ciò che ricavano ma non in petrolio, bensì in valore, ma godono di esenzioni fortissime e alle casse dello stato arriva quasi nulla.
È VERO CHE ARRIVANO ALLE CASSE DELLO STATO SOMME RIDICOLE COME ROYALTIES?
SÌ Nell’ultimo anno la somma di tutti i provenienti da tutti gli idrocarburi estratti sono arrivati alle casse dello Stato solo 340 milioni di euro. Una somma davvero ridicola.
LO SAI CHE PERSINO LO STATO È D’ACCORDO A IMPEDIRE LE “NUOVE PERFORAZIONI”?
SÌ il divieto è previsto dall’art. 6, c. 17, del D. Lgs. 152/2006, così come modificato dalla Legge di Stabilità 2016. laddove si stabilisce che tali attività sono vietate “nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette”. Questa circostanza fa cadere da sola molte delle obiezioni al “SI”
È VERO CHE IL PETROLIO ESTRATTO DAL MARE ITALIANO È UNA QUANTITÀ MINIMA?
SÌ considerando tutto il petrolio presente sotto il mare italiano, questo sarebbe appena sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale di greggio per 8 settimane
È FALSO SOSTENERE CHE SE VINCE IL REFERENDUM SI PERDONO MOLTI POSTI DI LAVORO?
SÌ, è falso. un’eventuale vittoria del “sì” non farebbe perdere alcun posto di lavoro: neppure uno. Un esito positivo del referendum non farebbe cessare immediatamente, bensì solo progressivamente, le attività petrolifere in corso. Le concessioni in corso si giovano infatti di una durata di 30 anni più altri 10 di proroga.
SE AL DI LÀ DELLE 12 MIGLIA SI PUÒ PERFORARE, HA UN SENSO VIETARE QUELLE ENTRO LE 12 MIGLIA?
SÌ, lo dice pure lo Stato Italiano emanando le norme che lo vietano (D. Lgs. 152/2006, così come modificato dalla Legge di Stabilità 2016). Questa circostanza fa decadere da sola molte motivazioni contrarie al “SI”
MA È VERO CHE IL MAR MEDITERRANEO STA GIÀ SOFFRENDO PER L’INQUINAMENTO DA IDROCARBURI?
SÌ la quantità di catrame pelagico è quasi CINQUANTA volte maggiore di quella riscontata nel golfo del Messico! Questo dato potrebbe avere un impatto distruttivo sul turismo, oltre ché ovviamente sulla salute.
MA È VERO CHE LE PERFORAZIONI E POSSONO SCATENARE TERREMOTI?
SÌ anche molto gravi e i fondali intorno alla Sicilia sono delicatissimi, in quanto vulcanici e pieni di faglie.
È VERO CHE ANCORA OGGI IL LIVELLO DI INQUINAMENTO CONNESSO ALLE PIATTAFORME È PERICOLOSISSIMO PER LA SALUTE UMANA?
SÌ sia direttamente che attraverso la catena alimentare (indagine commissionata all’ISPRA dall’ENI)
È VERO CHE SULLE PIATTAFORME STRANIERE NON SI RIESCE AD AVERE INFORMAZIONI?
SÌ una indagine dell’ISPRA (ente governativo) commissionata all’ENI non ha ricevuto dal Ministero dell’Ambiente nessun dato sulle numerose piattaforme straniere, che sono la maggioranza!
È VERO CHE POSSONO SUCCEDERE INCIDENTI ANCHE SU IMPIANTI RITENUTI SICURI E CHE UNO SVERSAMENTO NEL MEDITERRANEO SAREBBE NON CONTENIBILE CON LE TECNICHE CONOSCIUTE
SÌ, anche se le piattaforme ENI sono assai probabilmente costruite con tutti i crismi, non sappiamo nulla di nulla sulle altre piattaforme, che sono la maggioranza. ll pericolo comunque è dimostrato senza tema di smentita dalla tragedia immane della “sicurissima” Deepwater Horizon, la piattaforma di 560 milioni di dollari che nel 2010 si inabissò di fronte alla Luisiana distruggendo mare, spiagge, flora, fauna e la salute dell’uomo per secoli a venire. La distanza dalla costa, ben 80 miglia marine, non impedì la distruzione delle spiagge e del turismo. Negli spazi ristretti del Mediterraneo “incidenti” molto più lievi avrebbero conseguenze per noi molto più terribili e non fronteggiabili.
È VERO CHE STANNO PER AVVENIRE UGUALMENTE NUOVE PERFORAZIONI DAVANTI A SITI DI GRANDE SENSIBILITÀ AMBIENTALE?
SI, come il caso “VEGA A E VEGA B2, al largo di Ragusa[1]. Proprio questo fatto gravissimo ci convince a non abbassare la guardia e a votare SI con l’auspicio che le Compagnie rinuncino per i tempi brevi delle concessioni in atto.
È VERO CHE SE CINQUANTANNI FA AVESSIMO BLOCCATO LE TRIVELLE PER NON MORIRE DI INQUINAMENTO OGGI NON AVREMMO IL PROGRESSO CHE ABBIAMO?
SI, e noi possiamo dirlo proprio perché siamo stati risparmiati dalle malattie mortali, al contrario di tanti altri. Ma oggi perseverare è un atto contrario ad ogni buonsenso e una vera e propria azione di guerra contro noi stessi e contro le giovani generazioni
PER CONCLUDERE: SE LE LEGGI DELLO STATO GIÀ BLOCCANO LE NUOVE PERFORAZIONI ENTRO LE DODICI MIGLIA (MA NON TUTTE), PERCHÉ IL REFERENDUM VUOLE RIDURRE LA DURATA DELLE CONCESSIONI ENTRO TALE DISTANZA?
Nonostante l’eventuale vittoria dei SI le concessioni restano molto lunghe, perciò non ci sarà uno stop immediato delle estrazioni. Però, restringere la durata delle concessioni significherà, a fronte di perdite insignificanti di royalties e di petrolio, scoraggiare le azioni delle lobby petrolifere, che non vedrebbero convenienza a operare in alcune aree del Mediterraneo. Un Mare, questo, definito da tutti “chiuso” e dalla cui salute e pulizia dipende tutto il futuro di un Paese come l’Italia. Significherà anche costringere il nostro Governo ad orientare gli investimenti e la ricerca verso le energie pulite – come la Germania sin dagli anni ’80 – prima che il ritardo accumulato ci costringerà, in futuro, ad essere tributari dall’estero anche di queste forme di energia che dovrebbero invece vederci primi fra tutti.
NOI SIAMO ORIENTATI AL SÌ PER QUESTE MOTIVAZIONI.
A MAGGIOR RAGIONE SE SEI CONTRARIO PARTECIPA AL DIBATTITO E FORNISCI LE RISPOSTE CHE CREDI PIÙ GIUSTE
[1] La concessione è stata rinnovata con d.m. del 13 novembre 2015 e che stabilisce la costruzione di una nuova piattaforma, VEGA B, che sorgerà entro le dodici miglia marine dal sito di interesse comunitario “SIC ITA080010” denominato “fondali della foce del fiume irminio”. il progetto prevede l’installazione di una nuova piattaforma “VEGA B”, la perforazione di 4 pozzi, la posa di 2 condotte, nonché due cavi elettrici sottomarini congiungenti VEGA B e VEGA A