UN’ALTRA VIA È POSSIBILE – Documento Zero: LA PARTECIPAZIONE POPOLARE STRUTTURATA SI STRUTTURA
Dalla grande truffa dell’ultimo cinquantennio ovvero l’estinzione provocata delle ideologie alla Partecipazione Popolare per la progettazione e la gestione del Bene Comune
UN’ALTRA VIA È POSSIBILE
Il posizionamento di Un’Altra Via è Possibile e il ruolo del Municipio, chi vorrà e potrà farne parte e la struttura innovativa di base
Questo testo è da ritenersi una bozza ragionata e contiene i link ai documenti che nel loro insieme costituiscono il fondamento e la traccia di UN’ALTRA VIA E’ POSSIBILE
Scenario
Lo scenario di riferimento è formato:
- dalla liquidità della politica, connessa alla liquidazione delle ideologie come “inutili”, una delle più grandi e riuscite truffe ideologiche dell’ultimo cinquantennio;
- dal degradarsi della politica partitica espressa dall’ammassamento nel PD quale unico partito superstite ad alto impatto parlamentare e, contemporaneamente, nello spostamento di questo verso una sorta di centro non sempre caratterizzato dai valori storicamente tipici di quest’area. Valori un tempo riferibili – seppure solo in parte – alla solidarietà sturziana, un’area e un partito oggi contaminati da una progressiva prostrazione ai poteri forti che interpretano la globalizzazione a proprio esclusivo vantaggio;
- dalla risposta di una parte – sempre più consistente – dell’elettorato verso l’area grillina, ove dove l’opinione pubblica specie la meno preparata vi ritrova ciò che vi vuole ritrovare, dall’impegno forte e competente alla protesta facile; ma, in ogni caso, dando forma ad una base comune fondata sulla rivolta che se, per qualcuno è “contro la politica”, per tutti è la condivisibile protesta contro atteggiamenti e comportamenti propri della prima e della seconda Repubblica.
- dai Municipi resi sempre più impotenti sul piano economico finanziario a fare fronte alle esigenze dei cittadini, sul piano politico e sociale strangolati dalle “necessità” della politica corrente di rispondere alla voracità dei padrini, agli interessi delle grandi lobby che si impongono dai piani alti, alle pressioni dei piccoli gruppi di elettori locali non sempre portatori di interessi legittimi.
Possibili evoluzione
Gli enunciati fattori, che nel loro insieme definiscono uno scenario di riferimento, esercitano nell’insieme una azione dirompente nei confronti della “politica tradizionale”. Da una parte, essi costringeranno ad una seria presa di posizione di una parte consistente di elettori provenienti dalla sinistra, una volta che questi dovessero rassegnarsi a rilevare una inaccettabile diluizione dei valori propri nel Partito Democratico; dall’altra, l’ascesa al governo in una molteplicità di Municipi da parte del M5S imporrà in maniera crescente a nuove figure di amministratori il confronto quotidiano con le dure realtà dell’amministrare, sino a rendere legittima l’ipotesi di una formazione “in trincea” di una classe dirigente fortemente politicizzata nel senso corretto del termine, ovvero rispondente ai bisogni delle città come delle persone, non inquadrata nei vecchi meccanismi di dipendenza dal partito e dai Parlamentari.
E sempre per questi (e altri) fattori, in un’area che è innanzitutto una matrice culturale ove si ritrovano coloro che fanno Politica perché credono nella Missione; che è di segno valoriale definito perché è informata senza tentennamenti al Bene Comune; che noi vediamo declinata verso quel senso della Comunità che è opposto all’individualismo cannibale proprio del neoliberismo e del falso buonismo dei “nuovi centri”; in quest’area è finalmente legittimo intravedere spazi di azione comune fra tutti coloro che sono costituzionalmente rivolti alla gente, alle persone, alla Città, al Bene Comune. Un’area, insomma, ove si incontrino senza pregiudizi sia le persone che vi sono pervenute per un cammino ideologico, sia altri che vi siano giunti per capacità di comprensione e di adattamento acquisiti sul campo della battaglia quotidiana ovvero attraverso il contatto con i bisogni e la gestione del Municipio.
Pertanto, è questo il momento nel quale accettare definitivamente che le Città possono e debbono essere sorrette da un governo che definiremo “tecnico”, ma solo impropriamente, in quanto con questo termine si intende un governo decisamente orientato a valori condivisi di etica, moralità, efficienza, lotta alle disuguaglianze e amore per la Città e i Cittadini, con Giunte e ove possibile Consigli costituiti da soggetti attivi della società civile e pertanto comprovati per linearità, dirittura, azione, inclusività, dialogo costruttivo, e ultimo ma non ultimo per competenza. Ma non dipendente dalle gerarchie convenzionali e tradizionali che lo vogliono asservito alle voglie e dalla malapolitica indotta dagli interpreti più retrivi dei governi regionali e nazionali, con i quali governi colloquierà invece secondo nuovi parametri e nuove visioni di governo.
Valori e Strumenti
Da Scicli si propone un corpus documentale predisposto dopo mesi di serrato dibattito e che è costituito dal Manifesto, che contiene i valori di riferimento e gli strumenti (Formazione e Partecipazione Popolare), dai documenti collegati – “Partecipazione Popolare Strutturata: si incomincia”, “Un Manifesto per la Città: prime proposte” – dalla Carta dei Valori che tratteggia la Visione e gli atteggiamenti della Città nei confronti dei Cittadini, dei Visitatori, dei Migranti. dal Codice Etico che indica le qualità degli Amministratori. Gli strumenti sono rappresentati dalla Partecipazione Popolare Strutturata, che aggiunge al noto bagaglio – petizione, istanza o udienza, progetto, referendum – le linee guida e regolamenti volti a favorire la partecipazione quanto più coinvolgente dei Cittadini alla gestione del Bene Comune. Ma anche alle scelte che la gestione precedono e seguono, e tutto ciò senza sovrapposizione di ruoli con Giunta e Consiglio, bensì garantendo una partecipazione reale che in tal modo più non vivrà per esaurirsi il giorno dopo dell’esercizio elettorale.
In tutta evidenza, i documenti dovranno subire una rilettura critica quantomeno in grado di superare il riferimento alla Città che li ha ispirati, per dimostrare una validità che ne superi i confini
Quello presente è attualmente l’ultimo documento in ordine di arrivo. Vi si tratta il posizionamento di Un’Altra Via è Possibile nell’arco dei partiti e dei movimenti,chi vi si può riconoscere – al di là di una partecipazione organica – l’affermazione del ruolo portante dei Municipi nella Politica del Paese, la necessità di una connessione trasversale fra i Municipi, il rapporto verticale ma non subalterno con i Parlamenti regionale e nazionale.
Lo Strumento della Trasversalità
L’azione politica prevede il lavoro comune e trasversale dei Municipi vicini per geografia o cultura, realizzando un vero e proprio strumento operativo, un organismo permanente in grado di darsi un metodo di lavoro preciso e proficuo. Esso in prima battuta è costituito dai Soggetti Attivi della Società Civile – non necessariamente facenti parte delle istituzioni, ma riuniti in consulte o osservatori o in raggruppamenti temporanei per obiettivi. Ad essi compete la funzione di affrontare e risolvere sinergicamente e per la via di confronto aperto, continuo e costruttivo- le questioni della tecnica della gestione dei beni: dagli impianti sportivi ai beni monumentali, alle questioni connesse alla trasformazione dei rifiuti in materiali, ai regolamenti per il decoro urbano, ai piani per il colore, ecc. Ma anche il compito di contribuire a individuare e affrontare le grandi questioni strategiche dell’area di riferimento.
La verticalizzazione
Questa impostazione – che prevede da una parte la valorizzazione dei Cittadini e dall’altra lo sganciamento degli organi di governo municipale dall’abituale “padrinaggio” – pone immediatamente la questione dei collegamenti verticali fra il Municipio e le istituzioni di ordine superiore, quali Regione e Stato. Non essendovi più la mediazione del deputato del partito, che è quello che nel passato – e sino ad oggi – impone il proprio assessore in Giunta affidandogli non di rado compiti minimi e rivolti ad interessi specifici, occorre dare luogo ad una unione verticale con tutti coloro che, uomini e donne di capacità politica, buona fede, visione e rispondenza ai bisogni delle comunità – sono in grado di agire trasportando e nel contempo arricchendo le idee nel movimento a doppio senso fra periferia – Municipi – e centri decisionali e di spesa – Parlamenti.
Immaginiamo pertanto una catena virtuosa e verticale, che connetta il tessuto della Città con quello della Regione e dello Stato – ciò che ne rimane e che partendo dai Municipi occorre ricostituire – anche perché con una connessione di tal fatta i Municipi vedranno riconosciuto il ruolo di centro propulsivo della Politica nel Paese.
0 – Un’Altra Via è Possibile – Il Posizionamento
Il presente articolo affronta il tema del posizionamento di Un’Altra Via è Possibile nell’arco dei partiti e dei movimenti, chi vi si può riconoscere (al di là di una partecipazione organica), l’affermazione del ruolo portante dei Municipi nella Politica del Paese, la necessità di una connessione trasversale fra i Municipi, il rapporto verticale ma non subalterno con i Parlamenti regionale e nazionale.
1 – Manifesto
http://www.ilblogdiscicli.com/2016/07/12/manifesto-una-casa-comune-per-il-governo-della-citta-2/
In un epoca di liquidità dei partiti e di grave difficoltà per la politica, riconoscersi ed essere riconosciuti e costituire un’area contraddistinta dai valori della solidarietà, dell’inclusione e dell’uguaglianza, intraprendere insieme una strada di Partecipazione Popolare costruita sulle “Tre C” Contaminazione, Condivisione, Cooperazione
2 –Con la Partecipazione Popolare Strutturata verso la Politica Diffusa
http://www.ilblogdiscicli.com/2015/12/20/partecipazione-popolare-strutturata-si-incomincia/
Partecipare per 365 giorni all’anno e non essere chiamati per le elezioni. La Partecipazione Popolare Strutturata riconosce il primato del Pensiero come punto di partenza e si propone come cassetta degli attrezzi a disposizione di ogni cittadino affinché la “politica diffusa” possa sostituire la politica dall’alto, inefficiente, obsoleta e apportatrice di inefficienze, collusioni e corruzioni
3 – Un Manifesto per la Città: prime proposte
http://www.ilblogdiscicli.com/2015/12/02/manifesto-per-la-citta-prime-proposte-per-la-cooperazione/
Le azioni per la conoscenza che porta allo sviluppo. Innovazione Sociale e Sviluppo resteranno sogni se non si metteranno a segno azioni per la conoscenza degli strumenti e dei fabbisogni
4 – Carta etica della Città o anche Carta dei Valori
http://www.ilblogdiscicli.com/2016/03/20/carta-etica-della-citta-di-scicli/
La Città che desideriamo, i valori per i quali ci impegneremo
5 – Carta etica dell’Amministrazione e dell’Amministratore (dalla Carta di Pisa)
Chiunque aspiri ad impegnarsi in Politica deve esprimersi in merito al rispetto dei valori e della legalità.
Il Blog di Scicli termina qui e per oggi 2 agosto 2016 la presentazione di documenti elaborati durante faticosi incontri – ristretti e aperti – iniziati nel maggio 2015. Proseguirà con la buona compagnia e con la collaborazione di Concittadini e di Gruppi e Movimenti di altre Città.
Nel frattempo idee e suggerimenti possono essere inviati a: “info@ilblogdiscicli.com”