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A CHI GIOVA IL DEPOTENZIAMENTO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Per farsi sfilare le scarpe mentre si cammina non è necessario incontrare il diavolo. È sufficiente “farsi i fatti propri”  mentre l’Unità Europea di Crisi EMS costituita da tecnici non eletti da nessuno  distrugge la sovranità degli Stati e mette le mani direttamente nel portafoglio delle persone spegnendo il benessere delle comunità e distruggendo le speranze specie dei più giovani. Ma siamo ancora in tempo.

A CHI GIOVA IL DEPOTENZIAMENTO DELLA  COSTITUZIONE ITALIANA

Depotenziare la Costituzione italiana è il traguardo di un percorso cominciato con la crisi del 2007 dovuta alla diffusione dei titoli spazzatura perpetrata dalla finanza internazionale – dagli US alla Germania – con manovre speculative dagli effetti rovinose  per i cittadini dei Paesi deboli, i quali vengono  costretti a rimborsare con i propri risparmi le banche responsabili del disastro.

 Lo smantellamento della Costituzione Italiana, che già subì un primo colpo nel 2011 con l’introduzione del “pareggio di bilancio”, è un obiettivo prestigioso e contemporaneamente altamente simbolico per gli speculatori, in quanto essa è probabilmente la meglio strutturata al mondo e quella che maggiormente rappresenta quel bilancio dei poteri e quella tutela dei cittaddini che oggi la finanza deve colpire per sopravvivere ai propri errori

 Colpire la Costituzione  è il cavallo di Troia che permetterà alla casta ignorante, serva e corrotta che governa il Paese di consegnare definitivamente ai signori della Finanza internazionale il libero accesso ai portafogli dei cittadini in cambio di prebende, favori e, mal che vada, di una perpetua permanenza sugli scranni parlamentari

Per questo comprendere i fenomeni che stanno intorno alla scelta referendaria e conseguentemente dire “NO” è il soltanto il primo passo verso la risalita della china economica e sociale che il Paese ha assai pericolosamente intrapreso.

In calce la bibliografia essenziale

# # #

Viviamo in una società sempre più violenta e tutti ne abbiamo una angosciante percezione.

Nel contempo, alla violenza dei fatti di cronaca si affianca con intensità crescente una quasi spoliazione  “dolce” – in quanto assai graduale – dei diritti delle persone.

Ma non si tratta di un caso, in quanto violenza e (falsa) dolcezza sono spartiti dello stesso tema e tre mani sul quale si basa la società attuale e che riassumiamo nei termini: sentimento o emotività, legalità, tecnicismo o norma.

Ogni cittadino è subissato dalla morsa dei primi due, ovvero stretto nella morsa dei media che lanciano addosso notizie di cronaca nera, corruzione, collusioni, tutte notizie che fanno parte del binomio “sentimento – legalità”, mediante il quale le persone atterrite si sentono indotte a chiedere protezione a chicchessia, dichiarandosi pronte a pagare il prezzo della rinuncia alla propria libertà, tutta o in parte.

Quest’uso “emotivo” della comunicazione si nasconde sotto il mantello del “diritto di cronaca” e i recentissimi fatti che riguardano la televisione pubblica operati dal partito di governo vanno direttamente e senza pudori verso questa direzione.

E mentre la gente comune – come abbiamo visto con la complicità di una comunicazione falsa e carente – viene atterrita con le paure, umiliata nelle aspettative, sempre più abbandonata a sé stessa nei bisogni con lo smantellamento dei sistemi sociali, nei Palazzi  si opera in silenzio e alacremente sull’altro binomio, quello riassunto dai termini  “legalità e “norma”.

Tradotto in maniera estremamente comprensibile, tutto questo vuol dire che chi detiene la forza ne approfitta per mutare in norma  ciò che reputa di propria convenienza,  grazie agli opportuni tecnicismi sconosciuti a noi gente comune, nel più completo silenzio delle parti sociali, distratte da altro, che condensiamo nella paura per la incolumità fisica propria e dei propri cari, nella paura della perdita del lavoro, nella paura di rimanere senza alcun sistema di solidarietà sociale se il lavoro  l’hai perduto.

Il depotenziamento della Costituzione Italiana si inserisce perfettamente in questo  filone, peraltro già attivo e sino ad oggi vincente – vedi il pareggio di bilancio introdotto nel 2011 su richiesta della Troika (ESM, BCE, FMI) – filone che vuole gli Stati non più sovrani e perciò in grado di prendere le proprie decisioni, bensì proni a una Unità di crisi extranazionale (cioè non eletta da nessuno), il cui compito è quello di garantire il rimborso delle perdite speculative ponendole definitivamente a carico della gente comune (cioè di quelli come noi).

L’esempio della Grecia è freschissimo, come pure quello di Cipro, dove addirittura l’impudenza e la capacità di prevaricazione del sistema finanziario internazionale ha consentito di prelevare somme direttamente dai conti correnti dei cittadini.

Si tratta di meccanismi finanziari complessi ed estremamente perversi, mediante i quali i prestiti erogati dalle banche dei paesi comunitari ai Paesi in difficoltà di fatto rientrano immediatamente nelle casse delle banche dei paesi creditori. Però, mentre in tal modo vengono  equilibrate le bilance commerciali del dare – avere fra banche creditrici e Paesi debitori, il debito estero di questi ultimi aumenta di un importo pari a quello ricevuto (e subito restituito alle banche creditrici), e infatti il PIL dei debitori aumenta di pari passo con i finanziamenti ricevuti.

Con questo metodo si instaura un sistema economico basato sul debito permanente dei Paesi più deboli, i cui riflessi immediati sono la compressione delle aspirazioni delle persone e la macelleria sociale, con effetti che inizialmente colpiscono i più poveri, rimasti senza tutela, per risalire progressivamente alle classi borghesi, che si impoveriscono più o meno lentamente, ma poi velocemente.

Depotenziare la Costituzione Italiana è dunque la via necessaria e probabilmente sufficiente per raggiungere l’obiettivo di esautorare definitivamente e “democraticamente”  il Parlamento, così come richiesto per iscritto e da gran tempo da quelli che si chiamano “poteri forti”. I meno giovani si ricorderanno molto bene cosa era scritto nei documenti della loggia massonica P2.

Per sfuggire alla depredazione sistematica messa in atto dal sistema bancario occidentale.  il cui atteggiamento aggressivo e  prevaricatore  non è casuale, ma trova il fondamento nel Washington Consensus – in due parole: “i cittadini US sono i migliori di tutti e meritano di poter fruire delle risorse degli altri ovunque esse si localizzino” – i Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si sono coalizzati per dare corpo ad una politica di contrasto volta ad evitare che tutto venga risucchiato dalla perversione neoliberista. Non a caso Putin è andato a Cuba per condonare l’enorme debito dei cubani maturato negli lustri trascorsi.

Al momento, agli italiani non è chiesto di scegliere fra i due schieramenti, e se lo fosse potremmo scoprire di non avere altra possibilità per sganciarci dall’abbraccio, prima offensivo e poi mortale, di una Europa sull’orlo del suicidio per aver mortificato i suoi poteri, la sua cultura, la dignità e lo stile di vita della sua gente all’immondizia finanziaria proveniente da quella parte degli US che non riesce a scrollarsi di dosso la perversione neoliberista  impiantata sulla suggestiva frottola del  “libero mercato”.

Al momento, è necessario mantenersi freddi, non abboccare alle tante sirene che danzano intorno all’ebete  – l’ennesimo utile idiota di turno.

In questo mondo sempre più ricco di inganni delocalizzati che tentano di smantellare piano piano le nostre vite fino a dentro le nostre case, noi gente comune non siamo  battuti, noi possiamo e noi dobbiamo non solo “non  accettare”, bensì lanciare la sfida di una nuova giustizia per tutti, insieme all‘impresa sociale, a un sindacato che sia in grado di muoversi nella tragica farsa della delocalizzazione del lavoro con nuove abilità e competenze, con una magistratura mantenuta a tutti i costi  indipendente dell’esecutivo, e soprattutto votando NO a modifiche costituzionali che consegnerebbero in maniera definitiva i cittadini italiani legati mani e piedi ai voleri immorali della finanza internazionale.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Il  ruolo predominante della finanza nelle società post-industriali, le speculazioni dei titoli tossici e le cause della crisi economico – finanziaria,  le cause della crisi economico – finanziaria, i Municipi e i  Cittadini come portafoglio a disposizione della finanza per ripagarsi dei risultati fallimentari delle proprie speculazioni, le conseguenti connessioni fra le lobby  della Finanza,  gli organismi sovranazionali per la gestione della crisi , il depotenziamento delle Costituzioni dei singoli Stati e di quella italiana in particolare, i meccanismi di difesa;

Lidia Undiemi (2014). Il Ricatto dei Mercati. Difendere le democrazia, l’economia reale e il lavoro dall’assalto della finanza internazionale. Adriano Salani Editore – Milano

Alberto Bagnai (2014). L’Italia può  farcela. Equità, flessibilità, democrazia. Strategie per vivere nella globalizzazione. Il Saggiatore.

Un compendio sintetico e efficace per la comprensione e il riconoscimento dei meccanismi della comunicazione che possono essere utilizzati per indirizzare i cittadini verso scelte emozionali anziché ragionate:

Nicoletta Cavazza (2009). Comunicazione e persuasione. Edizioni Il Mulino.

 

Per la comprensione dei meccanismi “estrattivi” con i quali la classe politica incapace o corrotta del meridione ha mutato in rendite  a proprio esclusivo vantaggio le risorse  ambientali, economiche, sociali, finanziarie una possibile analogia con i comportamenti non meno “estattivi” delle elites finanziarie  che oggi operano nel mondo globalizzato con ottica di propri esclusivi vantaggi nel breve termine econ gravissime conseguenze di lunga o lunghissimna durata per la società e per le persone:

Emanuele Felice (2014), Perché il sud è rimasto indietro. Edizioni Il Mulino.

 

Per la comprensione degli effetti devastanti delle politiche di austerità ovunque siano state imposte degli enti internazionali preposti al controllo della crisi economico – finanziaria (FMI, BME utili le numerose opere di Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia.

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Posted on 10 Agosto 2016 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Cultura, Economia, Referendum. Bookmark the permalink.
negazionismo: certa stampa, certa società…. certo giudice….
MARCHIONNE, I MERCATI E IL REFERENDUM DEGLI ANIMALI

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