MARCHIONNE, I MERCATI E IL REFERENDUM DEGLI ANIMALI
Marchionne (secondo Wikipedia: “dirigente d’azienda italiano naturalizzato canadese”) appoggerà il referendum proposto dal Governo e dal Parlamento dei Nominati perché ritiene che la “governabilità” sia un valore assoluto. Ma governabilità è stata anche quella dei regimi di Stalin e di Castro, delle repubbliche sudamericane corrotte (perdonate l’accostamento) e di quelle di certi stati africani o persino europei di fatto in mano alle oligarchie alle mafie.
Incredibilmente, e certamente non volendolo, egli finisce per esporre uno dopo l’altro tutti argomenti che portano al NO, proponendone al Lettore disincantato una sintesi involontaria quanto fulminante e illuminante.
Nel brano pubblicato (più sotto il link all’articolo) NON tocca l’argomento referendum, tuttavia ci permettiamo noi di cogliere liberamente i nessi fra il mercato e la sua “costruzione”, l’economia del debito e la proposta di modifica della Costituzione Italiana.
Sempre nel brano pubblicato non appare una considerazione che proprio ad un personaggio come lui non dovrebbe sfuggire e che però è alla base di tutto, ovvero che da alcuni anni la finanza non è più a supporto dell’industria, ma costituisce una attività a sé stante.
Ed è proprio questa nuova realtà che ha completamente ribaltato le regole del gioco e che oggi “costringe” i finanzieri a pressare i governi per ottenere la disponibilità delle tasche dei cittadini, anche di coloro che non si sono mai sognati di giocare in borsa. La regola la conosciamo, perché è la stessa dei call center, quando chiamano a casa nostra e pochi giorni dopo ci accorgiamo, magari per caso, che hanno modificato il contratto nonostante i nostri dinieghi.
Solo che questa volta sarà molto, ma molto più grave e irreversibile, perché lo avremo permesso noi, addirittura con una modifica di quella Costituzione che, bene o male, fino ad oggi ci ha difeso e che per questo vogliono depotenziare.
Cosa ottengono in cambio il governo e il parlamento di nominati che ci ritroviamo? La parola all’AD FIAT (come sbrigativamente è da noi conosciuto )
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Marchionne propone una sintesi fulminante e illuminante:
1- il “mercato” regola l’economia e non la società
2- il capitalismo va ripensato
3- la governance del capitalismo e del mercato è inadeguata
Dall’insieme dei tre punti discende il primato (e le responsabilità) della politica su tutto, poiché è la politica che deve regolare la società, non i mercati lasciati liberi dal controllo della politica.
Ne discende altresì che l’EMS (Unità europea per la gestione della crisi) – crisi che partì nel 2007 per il comportamento truffaldino delle grandi banche della finanza US che spacciarono montagne di titoli spazzatura – essendo una Unità tecnica e non eletta da nessuno, rappresenta esplicitamente gli interessi dell’alta finanza e nel farlo intacca gravemente la sovranità degli Stati ovvero la loro capacità di fare politica a favore della propria gente.
Però finanza non può comportarsi diversamente dal lupo al quale mettono in bocca l’agnello. L’agnello sono i risparmiatori, perche oggi la finanza ha bisogno dei loro portafogli per ripagarsi dagli insuccessi delle speculazioni da essa messe in atto per meri scopi di profitto. Accade in Grecia, in Portogallo, Irlanda ,Spagna e a Cipro, dove hanno addirittura prelevato i soldi direttamente dai conti correnti dei cittadini.
In Italia la finanza “tecnica” europea ha già imposto nel 2011 una modifica costituzionale con l’introduzione di quel “fiscal compact” o “pareggio di bilancio” che ci sta strangolando.
Oggi chiede quel depotenziamento della Costituzione che finalmente le darà la possibilità di agire senza vincoli prelevando le risorse del Paese e i risparmi delle persone quando e come meglio crederà.
In cambio, chi si troverà al governo al momento della modifica costituzionale – e che tanto parla di cambiamento -resterà al suo posto per un ciclo storico di almeno vent’anni.
Queste sono le vere ragioni per le quali si vuole cambiare la Costituzione e per le quali è oggi necessario votare NO al referendum
L’ultima chiosa che deriva dall’importante discorso di Marchionne – e che bisogna mettere bene in chiaro – è che il mercato non è “libero”, cioè non si è formato “spontaneamente”, ma è frutto di una progressiva costruzione giuridico economica del tutto volontaria e che oggi si esprime a tutto vantaggio di pochi.
Concludendo, tutto il suo discorso per noi gente comune è una conferma dei meccanismi che portano al NO. Ma Marchionne non è “gente comune, bensì “capitano di industria” e per costoro la “governabilità” è un bene assoluto. In buona sostanza ne “convinci” pochi e stai tranquillo per almeno vent’anni, come in certi paesi africani o sudamericani. Poiché non è questa la stabilità che vogliamo, ecco che quello che per uno come lui è ragione di assenso, per tutti noi gente comune è ulteriore ragione del NO.
Non c’è niente da fare, dobbiamo convincerci: occorre non solo tornare a votare, ma a fare politica nelle nostre città, pretendendo l’attivazione degli strumenti di Partecipazione Popolare sia a livello dei Municipi che dello Stato, quegli strumenti che la modifica costituzionale studiata dal governo e approvata da un Parlamento di nominati cerca di attutire o di eliminare per garantirsi una lunga presenza sui banchi a proprio esclusivo vantaggio.
Insomma, votiamo NO per non consegnare definitivamente alla volpe le chiavi del pollaio.
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http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/08/27/marchionne-mercati-senza-morale-agire-con-coscienza_0c16f35f-09a3-45dc-804c-098efb6041d6.html