Frecce Tricolori fra spettacolo e tuoni di guerra
Spiaggia, sponda nord del Canale di Sicilia,
Il rombo è forte e lento al contempo, si esce tutti dalle case per ritrovarsi in spiaggia con il naso appena all’insù per ammirare un pesante bimotore “antisom” fare la barba ai tetti. Si riconosce facilmente dalla tipica appendice di coda, non sarà una freccia, ma un aereo che romba a poca distanza dalla sabbia davanti casa fa un certo effetto.
Donnalucata
Domani, in questa bella frazione marinara, è attesa l’esibizione delle celeberrime Frecce Tricolori. Saranno precedute da volteggi ed esibizioni di altri aeromobili e chi li ha già visti in azione assicura che anche quelli saranno momenti di grande spettacolo. L’antisom di questa mattina, che tozzo e con il caratteristico addome non potrà essere altro che uno di quei Breguet Atlantic che nel 1972 sostituirono i gloriosi Grumman – è qui per prepararsi anche lui allo spettacolo o assolve il compito di sgomberare il campo, cioè lo specchio d’acqua antistante, da eventuali indesiderate presenze? Il dubbio c’è.
Piana di Catania
Era il 22 luglio 1998, quel bollente pomeriggio una trentina di appassionati della bici off road avevano attraversato la Piana di Catania per raggiungere l’aeroporto militare di Sigonella (CT) pedalando sugli argini dei fiumi Simeto e Dittaino, felici di eludere l’infernale traffico automobilistico che aveva paralizzato strade e stradelle. Il movente era stato quello di congiungere alla consueta escursione domenicale una visita alla base aerea dove, nella calura estiva appena attenuata dall’orario pomeridiano, si sarebbero esibite le spettacolari Frecce Tricolori della Pattuglia Aerea Nazionale.
C’era stato un accordo con un responsabile della Base grazie al quale le numerose biciclette sarebbero state sistemate nel grande piazzale formando un’ampia e pittoresca ruota, una piccola attrazione supplementare che quel pomeriggio sarebbe stata tante volte fotografata. Indimenticabile, durante il viaggio per le calde terre basse della Piana, la sosta presso l’azienda agricola di un grande amico per assumere un dissetante che nessun ufficio ricerca dell’industria potrà mai riprodurre: acqua fredda di pozzo e anguria fresca di cisterna.
Più tardi lo spettacolo fu, per così dire, all’altezza della situazione. Gli Aermacchi B339, che nel 1981 avevano mandato in pensione i Fiat G.91, sono splendide macchine volanti che una volta private dei serbatoi alari consentono ai piloti della squadriglia acrobatica ampia visibilità laterale e la compattezza delle masse necessaria per ottenere pronta risposta ai comandi.
Quel giorno, l’assenza di nuvole sotto i 1000 metri – per la verità il cielo della Piana era profondissimo, azzurro e senza una sola nuvola – consentì alla Pattuglia Acrobatica Nazionale di esprimere al meglio il suo “programma alto”, effettuando una dopo l’altra le figure previste, tutte verticali, compreso il “cardioide” che verrà proposto anche domani e, soprattutto, la famosa “bomba”.
Una figura, questa, altamente spettacolare, effettuata per la prima volta l’8 giugno 1930 dalla squadriglia composta da 5 cinque Fiat C.R.20 e ripresa poi negli anni ’50 con l’ F-84 Thunderjet, il cacciabombardiere americano che sarebbe stato poi utilizzato nella guerra di Corea. Nella figura aeronautica della “bomba” i piloti, giunti in formazione alla sommità di un loop (anello) si gettano in picchiata in direzioni opposte richiamando l’aereo solamente in prossimità del suolo. Molta suspance!
Un misto di tecnologia, aria aperta, folla entusiasta, più le “follie del solista”, il tutto condito dalle fedeli due ruote, rese quel pomeriggio indimenticabile.
Oggi, 24 settembre 2016, spiaggia di Donnalucata.
Siamo di nuovo qui, siamo stati con il naso per aria ad ammirare i nove velivoli della squadra al completo più il solista esibirsi nelle prove generali di ciò che domani riserveranno per la folla oceanica che è attesa a Donnalucata. È stato bello, interessante e avvincente, le Frecce orgoglio dell’Aeronautica Italiana e profonda emozione di chi ha la fortuna di ammirarle. Ma l’incanto era stato rotto in precedenza dal tonante passaggio di due Eurofighter, due cacciabombardieri ad ala variabile. Belli, veloci, attrezzatissimi, modernissimi. Lo stesso tuono che terrorizza migliaia di bambini e i loro genitori, in un mondo non troppo lontano da qui. Il 22 luglio del 1998 la guerra, per noi, non si staccava dai libri di storia. Oggi, 24 settembre 2016, esattamente 18 anni dopo, la storia si ripete, ed è tutta intorno a noi.