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A SCICLI, OLTRE LE BUFALE OVVERO COME STANNO LE COSE IN MERITO ALLE TARIFFE DEI SERVIZI

CatturaBufaloSpieghiamo in poche righe perché a Scicli o dintorni qualcuno tenta disperatamente di far volare bufale e perché alcune elucubrazioni di contorno, per usare una espressione colorita, “fanno calare il latte”, un latte di qualità del tutto opposta da quella pregiatissima che caratterizza il prodotto delle bufale degli allevamenti locali. Ma basta informarsi un po’ e tutto torna al suo posto!

L’argomento attiene la situazione informativa creatasi intorno alle notizie su una multa che sarebbe stata comminata al Municipio per il mancato raggiungimento della cosiddetta “quota del 36%” nel 2014. Per coloro che non sanno, è giusto chiarire che il Comune ha l’obbligo di coprire i costi dei servizi individuali fino a tale quota. Sarebbe questa la ragione per la quale i Commissari hanno da pochi giorni sensibilmente elevato le tariffe per la fruizione degli impianti sportivi e degli asili nido, ponendo in enormi difficoltà e senza alcuna spiegazione tecnica i cittadini fruitori di due servizi essenziali per l’educazione, la salute, il lavoro, la lotta attiva contro la criminalità.

Cosa era accaduto nel 2012 e nel 2013? È presto detto: nel 2012 la copertura si era attestata su un insufficiente 13,96% e nel 2013 la situazione era mutata praticamente di un nonnulla, essendosi raggiunta una percentuale del 14,58% e registrando l’irrisorio aumento dello 0,68%! Per inciso, chissà come mai, su queste bassissime percentuali nessuno ha trovato nulla da criticare.

Che succedeva invece nel 2014? In quell’anno la percentuale di copertura del servizio registrata a consuntivo si era attestata al 29,15% … ma solo in un primo momento, perché come vedremo essa è ora balzata al 37%. Eppure, su queste elevatissime percentuali, anziché profferire commenti positivi, si scatena la canea!

Prima di proseguire riteniamo giusto fornire un ulteriore chiarimento a vantaggio dei Lettori meno addentro alla materia: per quali motivi anche per l’oculata gestione 2014 si registra una differenza fra i conteggi del bilancio preventivo (36%) e gli incassi a consuntivo? (29,15%). Una delle ragioni è molto semplice e risiede nel fatto che – purtroppo – man mano che si alzano e tariffe alcuni cittadini non sono in condizione di pagare il servizio e rinunciano, oppure cessano di pagarlo, determinando la differenza fra previsione e incasso. Per questo non condividiamo gli incrementi delle tariffe applicati “per fare quadrare il bilancio”, perché mettono in sofferenza le parti deboli della Città e, spesso, finiscono per fare diminuire gli introiti anziché aumentarli.

E ora dobbiamo fare a noi stessi un’altra domanda: come mai nel 2014 la copertura è virtuosamente balzata dal 14,58% al 29,15%? Forse i Cittadini di Scicli sono nel frattempo diventati più ricchi? Come sappiamo, la crisi sta falcidiando i redditi e perciò la risposta non può esser certo questa, ma risiede in gran parte sul senso di civiltà della Comunità, nel rispetto dei Cittadini verso le difficoltà economiche del Municipio e e sulla fiducia che loro stessi hanno mostrato verso l’Amministrazione in carica, condizione primaria per ridurre la forbice fra le tasse imposte e quelle pagate, perché quando questa fiducia non c’è la gente – se può – non paga.

Ma le buone notizie non finiscono qui. Infatti, oggi la percentuale di copertura è balzata al 37%, addirittura superando di un punto percentuale il valore imposto dalla norma (36%). Questo è il successo più grande, quasi insperato, e proviene dall’accoglimento di una tesi che l’Amministrazione del 2014 propugnava fortemente, altrettanto fortemente contestata – è bene saperlo – da alcuni organi interni del Municipio. La tesi è quella ora accolta dalla Corte dei Conti sez. regionale di controllo per la Sicilia, che con delibera del 25/02/2015 n. 115/2015/PAR, che esclude il servizio di trasporto scolastico da quelli “a domanda”.

Non ci sarebbe a questo punto altro da dire, se non fosse che da alcune righe lette da qualche parte sembrerebbe sostenuta una argomentazione secondo la quale che i Commissari non hanno modi e mezzi per comunicare. Nelle stesse righe si legge che i Commissari non possono comunicare con un Consiglio sciolto per mafia, profferendo con tali affermazioni una serie di confusioni terribili.

In due parole e per punti, in modo che anche una persona incompetente possa comprendere, a condizione che lo voglia:

1) i Commissari debbono – debbono – rivolgersi alla Città. I rapporti e la comunicazione che una Commissione Straordinaria deve tenere con la comunità cittadina rileva dal disposto degli articoli 145 comma 5 del DL 267/2000 (Testo Unico delle Leggi per il l’Ordinamento degli Enti Locali – TUEL) e del DM 523/95 e segg. “Regolamento recante modalità di organizzazione e funzionamento delle Commissioni Straordinarie per la provvisoria gestione degli enti locali.”

2) I Commissari dispongono di risorse sufficienti per la comunicazione e quantomeno possono e debbono ricorrere all’addetto stampa e del sito internet del Comune.

3) I conteggi e i controlli spettano agli Uffici e ai Revisori dei Conti, l’Amministrazione ha il compito di dare direttive corrette, e direttive, conteggi e controlli risultano dagli atti, per cui non c’è niente da poterci ricamare sopra.

3) Il metodo della “Trapelatio Bufalis” può venire comodo a chi ha il problema di riempire le righe di una pagina che altrimenti resterebbe vuota, ma non è contemplato dalle norme e certamente non è quello voluto dalle Commissioni Straordinarie, che finiscono però per evocarlo nella mancanza di una adeeguata comunicazione istituzionale.

Abbiamo letto anche altre affermazioni, ma riteniamo non valgano una risposta: si rispondono da se stesse. D’altro canto, come stupirsi: dove volano le bufale non possono che udirsi anche i muggiti.

Giampaolo Schillaci

 

 

 

 

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Posted on 11 Ottobre 2015 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Economia and tagged bufale, scicli. Bookmark the permalink.
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