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  • UN'ALTRA VIA E' POSSIBILE

UN’ALTRA VIA E’ POSSIBILE – DOCUMENTO 5 – CARTA ETICA DEGLI AMMINISTRATORI

Scicli – Un’Altra Via è Possibile

Carta  Etica degli Amministratori

Legalità Trasparenza Partecipazione Popolare Strutturata

 Presentazione

 La corruzione nella Pubblica Amministrazione è un fenomeno che necessita del connubio fra corrotto pubblico e corruttore privato. Essa promana dalla carenza di etica nel sistema economico e sociale che ruota intorno alla produzione e offerta di servizi per la Città e il Territorio.

Secondo gli indici correnti che misurano la corruzione, nella classifica dei 176 Paesi del mondo presi in considerazione, il nostro Paese si colloca nella media Europea (e molto inferiormente alla Germania, che risulta il Paese maggiormente preda del fenomeno).

Questo dato di certo non ci conforta, perché riteniamo impossibile assimilare la corruzione ad un accadimento che si annidi in maniera ineliminabile fra i meccanismi di uno Stato; e meno ancora nelle piccole comunità, come quelle rappresentate dalle piccole e medie cittadine italiane.

Senza voler proporre sociologia spicciola, riflettiamo come in particolare nel sud l’Italia la corruzione possa sostanziarsi nella estrazione di risorse pubbliche a solo o prevalentemente vantaggio di famiglie o gruppi familiari, innescando o facilitando il sovrapporsi o il potenziarsi del fenomeno mafioso.

La corruzione, nelle sue forme note e nei privilegi che finisce per determinare, intacca il patto sociale e porta alla disgregazione del tessuto delle comunità sino ad indebolire indelebilmente il legame fecondo che dovrebbe instaurarsi non solo fra i cittadini e il Municipio, bensì fra i Cittadini stessi.

La corruzione va pertanto combattuta con ogni mezzo non solo e non tanto per il pur grave significato economico, bensì per il gravissimo colpo che sferra alla coesione delle Comunità.

Alcune disposizioni di legge sono state più o meno di recente introdotte nell’ordinamento nazionale, note come “anticorruzione”, si tratta della L. 6/11/2012, n.190, dei ddllgs 31/12/2012, n.235 del 14/3/2013; dlgs 8/4/2013, n 39; dpr 16/4/2013 e dlgs 25/5/2016 n.97

La Carta Etica degli Amministratori prende le mosse dalla “Carta di Pisa”, città nella quale si è svolto quel dibattito fra amministratori locali, magistrati, personale della pubblica amministrazione e giuristi che l’ha prodotta.

L’elaborazione del testo è durata alcuni mesi, durante i quali le versioni provvisorie proposte dal gruppo di lavoro sono state oggetto di confronto e di dibattito. Ad una ulteriore elaborazione la Carta è stata sottoposta a Scicli e grazie all’intervento dei Cittadini nell’otica della  Partecipazione Popolare Struttrata potrebbe non essere l’ultima

La Carta non deve infatti essere considerata un documento rigido e immodificabile. Al contrario, essa si pone come strumento di riferimento dal quale ogni ente locale potrà attingere per cercare di agire concretamente sul versante della prevenzione delle nuove e più insidiose forme di corruzione e per promuovere la cultura della trasparenza e della legalità, meglio se in buona compagnia con altri enti comunali e con la società civile della propria città e delle città vicine

La Carta è stata promossa in Italia dall’Associazione Avviso Pubblico – www.avvisopubblico.it

 

SCICLI 2016

CARTA ETICA DEGLI AMMINISTRATORI

 DISPOSIZIONI PRELIMINARI

I principi e le disposizioni della presente Carta Etica degli Amministratori (di seguito “Carta”) costituiscono specificazioni degli obblighi generali di diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità che qualificano l’esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli amministratori.
All’atto dell’insediamento i consiglieri comunali che non lo avessero già fatto  possono aderire volontariamente al presente Carta mediante sottoscrizione pubblica in occasione del primo consiglio comunale utile, impegnandosi così all’adempimento delle sue disposizioni. L’elenco dei sottoscrittori verrà reso pubblico a cura del Sindaco. A tutti gli amministratori verrà consegnata copia cartacea ovvero inviata tramite posta elettronica copia in formato digitale del presente Codice.
Ai fini del presente Codice, il termine “amministratore” designa il Sindaco, gli assessori; qualsiasi dipendente o funzionario che eserciti un mandato conferitogli dal Sindaco, dalla Giunta Comunale o da un Assessore, ovvero eserciti una funzione rappresentativa o esecutiva per conto dell’Amministrazione Comunale in Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica; i Consiglieri Comunali.
La Carta vincola gli Amministratori, che vi aderiscono volontariamente mediante dichiarazione e sottoscrizione pubblica in occasione del primo consiglio comunale utile, meglio ancora ove possibile in un momento antecedente le elezioni, impegnandosi all’adempimento delle sue disposizioni.
2. PRINCIPI
L’Amministratore deve conformare la sua condotta ai doveri  istituzionali di servire la Comunità con diligenza, rettitudine e trasparenza, nel rispetto dei principi del buon andamento ed imparzialità dell’Amministrazione e dei principi di disciplina ed onore nell’adempimento delle funzioni pubbliche sanciti dall’art. 54 della Costituzione.
A tale fine, l’Amministratore si impegna a svolgere il suo mandato evitando situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all’immagine della Pubblica Amministrazione.
3. TRASPARENZA
Fermo restando l’obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge e nei casi in cui sussista un interesse diretto e personale in merito all’oggetto della decisione, l’Amministratore si impegna:
Ad utilizzare il diritto di accesso agli atti e alle informazioni conosciute per ragioni d’ufficio con le cautele necessarie ad evitare che sia arrecato indebitamente un vantaggio personale o arrecato un danno a terzi;
A  garantire una piena trasparenza patrimoniale fornendo, tramite la pubblicazione su internet nel sito dell’Amministrazione, i dati relativi alle attività professionali svolte, ai redditi, agli incarichi ricevuti, nonché ai potenziali conflitti di interesse di cui all’art. 7.
4. DIVIETI
L’Amministratore non può accettare per sé, congiunti, familiari o affini regali eccedenti il valore usuale dei doni scambiati in occasione di ricorrenze o festività, quantificato nella cifra massima di € 100 annui, da impiegati negli Uffici, nei servizi, nelle società e nelle altre organizzazioni partecipate o controllate dal Comune, ovvero da concessionari dell’ente o da gestori di pubblici servizi da esso affidati, ovvero da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione (appaltatori, fornitori, etc.), o che hanno domandato od ottenuto licenze e concessioni da essa nei 5 anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali l’amministratore abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria.
L’Amministratore non accetta alcun tipo di vantaggio o altra utilità che sia indirettamente riconducibile a prestazioni erogate da detti uffici, servizi o organizzazioni.
5.      CLIENTELISMO
L’Amministratore deve astenersi dall’esercizio delle proprie funzioni o dall’utilizzo delle prerogative legate alla sua carica nell’interesse particolare di individui o di gruppi di individui, a detrimento dell’interesse generale.
6.      CONFLITTO DI INTERESSI
Sono considerate situazioni di conflitto di interessi:
La sussistenza di interessi personali dell’Amministratore che interferiscono con l’oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto;
La sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme;
La sussistenza di rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il quarto grado, ovvero di convivenza o di frequentazione assimilabili, di fatto, ai rapporti di coniugio, parentela o affinità, con persone operanti in organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme.
L’appartenenza a categorie, associazioni o gruppi, in virtù della quale l’amministratore acquisisca un vantaggio personale da decisioni cui egli partecipa, anche nei casi in cui detta appartenenza non generi le incompatibilità previste dalla legge o da altre norme.
In caso si realizzino situazioni di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l’amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.
7.    CUMULO
L’Amministratore deve:
Adeguarsi nel più breve tempo a qualsiasi regolamentazione in vigore volta a limitare il cumulo dei mandati politici, evitando strategie dilatorie volte a posticiparne l’applicazione.
Astenersi dall’esercitare altri incarichi politici che interferiscano indebitamente con l’esercizio del proprio mandato.
Astenersi dall’assumere o esercitare cariche, professioni, mandati o incarichi che implichino un controllo sulle sue funzioni amministrative o sui quali, in base alle sue funzioni di amministratore, egli avrebbe il compito di esercitare una funzione di  controllo.
 8. ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DISCREZIONALI
L’Amministratore deve integrare le sue decisioni discrezionali con una rendicontazione pubblica delle motivazioni di ordine generale e di carattere giuridico che hanno determinato la sua decisione. Coerentemente con le disposizioni di cui all’art. 6 del presente Codice, nell’esercizio delle sue competenze discrezionali l’Amministratore si astiene dall’attribuire a sé, ad altri soggetti od organizzazioni un indebito vantaggio personale diretto o indiretto.
9. PRESSIONI INDEBITE
L’Amministratore deve astenersi dal chiedere o dall’esigere da concessionari o da gestori di pubblici servizi, ovvero da soggetti che hanno in corso rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione (appaltatori, fornitori, etc.) l’esecuzione di o l’astensione da qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri ad altri soggetti od organizzazioni un indebito vantaggio personale diretto o indiretto.
10.   RESTRIZIONI SUCCESSIVE ALL’INCARICO
L’Amministratore che negli ultimi 5 anni ha esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto dell’amministrazione non può svolgere, nei 5 anni successivi alla cessazione del suo mandato, attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività.
In caso contrario, l’Amministrazione dispone l’esclusione per i successivi 5 anni dei soggetti privati che abbiano violato tale divieto dall’attività contrattuale e dal conferimento di incarichi, licenze, concessioni.
11.  FINANZIAMENTO DELL’ATTIVITÀ POLITICA
L’Amministratore non può accettare alcuna forma di sostegno e di finanziamento irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto (ossia tramite associazioni, fondazioni, centri studio ed altri enti nei quali svolga un ruolo direttivo) della sua attività politico-amministrativa; deve altresì rendere pubbliche con cadenza annuale tutte le fonti di finanziamento politico regolare.
L’Amministratore deve astenersi dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno alla propria attività politica da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, ovvero da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione (appaltatori, fornitori, etc.), o che hanno domandato od ottenuto provvedimenti da essa nei 5 anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali l’amministratore abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria.
12.  CONFRONTO DEMOCRATICO
L’Amministratore deve:
tenere un comportamento tale da stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e amministrazione, dimostrando la più ampia disponibilità nei rapporti con i cittadini nel favorire l’accesso alle informazioni e favorendo l’esercizio e la salvaguardia dei loro diritti.
Operare con imparzialità, assumere le decisioni nella massima trasparenza e respingere qualsiasi pressione indebita rendendola pubblica ed eventualmente, ove ne ricorrano le condizioni, avviando azione penale a tutela della pubblica amministrazione.
Impegnarsi a non determinare, né concorrere a realizzare con la sua attività amministrativa situazioni di privilegio personale o di indebito vantaggio, e non può usufruirne nel caso gli si  presentino.
Osservare e praticare un comportamento consono al proprio ruolo sia nell’ambito istituzionale sia nell’espletamento del proprio mandato.
Più precisamente:
Assumere atteggiamenti rispettosi delle idee e delle opinioni di tutti gli amministratori e i rappresentanti politici, pur nella normale conflittualità dialettica;
Favorire la più ampia libertà di espressione;
Evitare toni e linguaggio che sottintendano messaggi di aggressività e di prevaricazione.
13.  PROMOZIONE DELLA CARTA ETICA E DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE ALLA VITA AMMINISTRATIVA
L’Amministratore deve incoraggiare la diffusione del presente Carta e promuovere la sensibilizzazione ai principi in esso contenuti di cittadini, personale, mezzi di comunicazione.
Favorire la conoscenza della vita amministrativa del Comune con adeguate iniziative, sia attraverso l’informazione che con atti concreti.

La Partecipazione Popolare dovrà essere posta alla base della vita politica cittadina e strutturarsi in interventi a favore del Patto di Collaborazione fra Municipio e Cittadini per la valorizzazione di questi ultimi nelle scelte e nella gestione del Bene Comune a vantaggio della Comunità

14.      RENDICONTAZIONE DELLA PROPRIA ATTIVITÀ
L’accettazione e l’esercizio della funzione di amministratore comportano l’accettazione della presente Carta, che si realizza tramite sua sottoscrizione. Ciò costituisce un vincolo di responsabilità che L’Amministratore assume nei confronti dei cittadini, ai quali è così assicurato uno strumento trasparente di valutazione della legalità e dell’efficacia del suo operato.
L’Amministratore deve dare conto – attraverso la presentazione e la pubblicazione con cadenza almeno annuale di un documento relativo alle attività svolte – del rispetto degli obblighi della Carta e descrivere la corrispondenza tra obiettivi assunti alla base della sua azione e risultati ottenuti. I documenti collegati alla sottoscrizione della Carta e al rispetto degli impegni assunti sono resi pubblici a tutti i cittadini attraverso il sito internet dell’amministrazione.
15.      RAPPORTI CON I CITTADINI
L ‘Amministratore è responsabile per la durata del suo mandato nei confronti della comunità locale nel suo complesso.
L’Amministratore deve rispondere diligentemente a qualsiasi ragionevole richiesta dei cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile. Deve altresì incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità.
16.      RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE
L’Amministratore deve:
Opporsi a ogni forma e modalità di reclutamento del personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e su scopi diversi dalle esigenze del servizio.
Valorizzare il ruolo e gli incarichi della sua amministrazione, incoraggiando e sviluppando ogni provvedimento volto a favorire un miglioramento dei servizi di cui è responsabile, nonché la motivazione del personale.
Ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego.
Assumere una decisione obiettiva e diligente, giustificata con motivazioni pubbliche in tutti quei casi di reclutamento o di promozione del personale.
Rispettare la missione affidata all’amministrazione di cui è responsabile.
Astenersi dal chiedere o dall’esigere da parte di pubblici dipendenti l’esecuzione di o astensione da qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri un indebito vantaggio diretto o indiretto a organizzazioni, persone o a gruppi di persone.
Usare e custodire le risorse e i beni assegnati dall’Amministrazione con oculatezza e parsimonia, contrastare gli sprechi e divulgare le buone pratiche in tutti i settori della Pubblica Amministrazione.
17.      NOMINE IN ENTI, CONSORZI, COMUNITÀ E SOCIETÀ PUBBLICHE O A PARTECIPAZIONE PUBBLICA
L’Amministratore deve:
Condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione alla presente Carta da parte dei soggetti da nominare.
Vigilare sulla successiva adesione a tali disposizioni da parte dei soggetti nominati e, in caso di mancato rispetto, porre in essere tutte le iniziative necessarie al fine di assicurarne l’ottemperanza ovvero sanzionarne l’inadempimento, conformemente a quanto previsto dall’art. 21 del presente Codice.
Procedere a tali nomine, qualora queste richiedano competenze di natura tecnica, a seguito di un bando di valutazione comparativa dei candidati, mediante provvedimento motivato in base al parere ovvero alla designazione di un comitato di garanzia.
18       RAPPORTI CON I MEZZI DI COMUNICAZIONE
L’Amministratore deve:
Rispondere in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi ragionevole richiesta di informazioni da parte dei mezzi di comunicazione per quanto riguarda l’esercizio delle sue funzioni, ad esclusione di informazioni riservate, confidenziali o relative alla vita privata.
Incoraggiare l’adozione di ogni misura che vada a favorire la diffusione presso i mezzi di comunicazione di informazioni sulle sue competenze, sull’esercizio delle sue funzioni e sul funzionamento dei servizi che si trovano sotto la sua responsabilità.
18.      RAPPORTI CON L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
In presenza di indagini relative all’attività dell’ente l’Amministratore deve:
Assicurare la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria, fornendo, anche se non richiesta espressamente, tutta la documentazione e le informazioni utili all’attività degli inquirenti e assicurando analoga collaborazione da parte degli uffici.
Assicurare l’adozione sollecita di tutti i provvedimenti disciplinari previsti nei confronti dei dipendenti che siano incorsi in violazioni dei doveri d’ufficio o in illeciti di natura penale, amministrativa o contabile.
Assicurare la massima collaborazione con gli inquirenti, in presenza di indagini relative alla sua attività politica o amministrativa, astenendosi da qualsiasi azione od omissione volta a ostacolarne l’attività e facendosi carico di chiarire pubblicamente la sua posizione nei confronti delle ipotesi accusatorie.
Dimettersi ovvero rimettere il mandato in caso venga rinviato a giudizio o sottoposto a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti, e ogni altra fattispecie ricompresa nell’elenco di cui all’art. 1 del Carta di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 18 febbraio 2010.
Promuovere la costituzione parte civile della propria amministrazione nel processo, in caso di rinvio a giudizio per i reati sopraelencati di dipendenti o di altri amministratori dell’ente.
Favorire la conoscenza e promuovere l’utilizzo a fini  sociali di beni confiscati alle organizzazioni criminali e ricadenti nel territorio amministrato, nonché contribuire a renderne note le modalità di utilizzo.
19.      SANZIONI IN CASO DI INADEMPIMENTO
In caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Carta gli Amministratori che sono vincolati al rispetto delle sue disposizioni o si sono volontariamente impegnati in tal senso devono assumere tutte le iniziative necessarie, dal richiamo formale, alla censura pubblica, fino alla revoca della nomina o del rapporto fiduciario, al fine di assicurarne l’ottemperanza ovvero sanzionarne l’inadempimento.
In caso di ritardo o inerzia dei soggetti sopraindicati nell’assumere le misure previste dal Carta in caso di inadempimento, i gruppi politici in Consiglio comunale, i cittadini e i portatori di interessi sollecitano gli amministratori al rispetto delle corrispondenti disposizioni.
20.     MODIFICHE E REITERAZIONE DEL CODICE
La procedura di modifica o integrazione delle disposizioni del presente Codice, avviata su istanza degli amministratori o dei cittadini, deve essere aperta al dibattito e alla partecipazione pubblica. Le disposizioni del presente Carta si adeguano ad eventuali modifiche legislative e regolamentari sopravvenute.
L’Amministratore deve:
Favorire – nei limiti delle proprie competenze – l’integrazione e il coordinamento del presente Carta con il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità e con le disposizioni normative miranti ad assicurare trasparenza, efficienza, responsabilità e integrità nell’esercizio delle funzioni pubbliche.
Sostenere l’adozione ovvero la reiterazione dell’adozione del presente Carta in sede di approvazione del programma di mandato ovvero degli altri atti di indirizzo politico dell’ente. Qualora siano avviate procedure di modifica statuaria, l’amministratore deve promuovere la previsione di una carta etica da parte dello Statuto dell’Ente.
21.    INTEGRAZIONI E CONNESSIONI CON PER LA LEGALITÁ
 L’Amministratore si impegna a integrare, aggiornare, migliorare il Codice, a promuovere la formazione di reti per l’etica e la legalità nell’azione amministrativa che coinvolgano i Comuni, le Associazioni, i Cittadini.
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Posted on 6 Ottobre 2016 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Cultura, UN'ALTRA VIA E' POSSIBILE. Bookmark the permalink.
Le carte di Scicli – evento pubblico- Cortile Carpentieri – Via F. Mormino Penna- ore 17,30
UN’ALTRA VIA E’ POSSIBILE – DOCUMENTO 100 – PARTECIPAZIONE POPOLARE STRUTTURATA – LINK AI DOCUMENTI

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