SCICLI …Una storia di resilienza…
“La resilienza è la capacità di auto-ripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo.”
Si è alzata forte e chiara la voce del sindaco Enzo Giannone nel consiglio aperto del 30 gennaio decorso. Abbiamo colto pathos ed ethos, e istituzionale fermezza, nel dichiarare la ferma opposizione al progetto di un nuovo insediamento a ridosso della Città, di una attività in aperto contrasto con la naturale vocazione del territorio al turismo, alla cultura ed alla agricoltura di qualità. Nuovo perché, sia chiaro, trattasi di altro e diverso dall’esistente, non di un suo preteso ampliamento.
È venuto pertanto il momento di affermare che Scicli è una città, una comunità con grandi doti di resilienza se è vero che è riuscita a resistere allo sfregio dello scioglimento, alla forza distruttiva del nubifragio e dell’alluvione dei giorni scorsi, all’incombente pericolo di veder sfigurata la bellezza del suo patrimonio paesaggistico, culturale ed architettonico, con una piattaforma di trattamento di ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi.
E così che oggi Scicli si presenta, una città resiliente, dopo una campagna elettorale dove sono state respinte quelle forze ambigue che, facendo leva su presunte “legalità”, disconoscevano il valore della scelta politica che, a monte, deve proteggere la comunità dai tentativi di prevaricazione da parte di interessi non collettivi.
Noi del Blog di Scicli sul “piave” della resilienza siamo attestati da tempo, essendo stati tra i promotori della nota petizione contro lo scioglimento e poi, insieme ad altri “resistenti”, ferma voce critica della “sciagurata” gestione commissariale ed, infine, animatori tenaci del Comitato di tutela del territorio e dell’ambiente, costituitosi, con la partecipazione di molti altri mondi vitali della città, all’indomani della notizia del provvedimento regionale autorizzativo dell’impianto prima citato.
Noi siamo favorevoli ad ogni iniziativa imprenditoriale che si muova, però, lungo le coordinate “dell’economia democratica”, in cui le imprese sono profondamente rispettose delle comunità di riferimento e sapienti nel coniugare la dignità del lavoro con la dignità ed il bene di ogni persona, di tutta l’umanità e della natura.
Non ci sembra di poter intravedere tali tratti nell’impresa in commento e non ci convincono, pertanto, le “ricorrenti” narrazioni di taluni organi di stampa (evidentemente portatori di interessi forti o vicini a quelli che si sono onerate di rimarcare la ineluttabilità dello scioglimento, se non ad intestarsene la battaglia) che “assumono” le difese delle ragioni dell’Acif, ad ogni circostanza che ne interpelli negativamente la sua responsabilità sociale.
Non ci sfugge che nessuna delle questioni prima enucleate è ancora risolta.
E se per i danni della natura si dimostrerà sufficiente il provvidenziale gesto degli amministratori, sorretto dalla azione volontaria dei cittadini, che si sono generosamente spesi per avviare la pulizia degli arenili, per le altre ci vorrà ancora molto impegno.
La città dovrà presentare “il conto” per i danni della improvvida gestione finanziaria della commissione ministeriale e pretendere definitiva chiarezza sulle dinamiche dello scioglimento.
Tanto deve per amore della giustizia e della dignità collettiva.
Per l’Acif la partita è ancora aperta, essendo tuttora in corso tanto lo scrutinio di legittimità nelle competenti sedi giurisdizionali, quanto l’azione politica tesa ad interpellare le diverse istanze politico- istituzionali, come esige la perdurante mobilitazione popolare.
Ci conforta sapere che oggi c’è un governo democratico che ha a cuore ed ha cura della civitas e dell’urbs.
Nella consapevolezza della sfida che ci attende, auspichiamo che le prossime pagine della storia della comunità sciclitana siano scritte a più mani, nella ottica realizzativa del bene comune, in cui, come è noto, il vantaggio che ciascuno ne trae non può essere scisso da quello che altri pure ne traggono. In altri termini l’interesse che ognuno ne ricava è realizzato insieme agli altri, non già contro gli altri (bene privato) o a prescindere degli altri (bene pubblico).
Le complesse e sistemiche problematiche della città, la stessa questione Acif richiedono a ciascuno dei diversi attori in consiglio ( maggioranza ed opposizione) e nella collettività ( associazionismo, categorie economiche e produttive, ed altri attori del privato sociale) di compiere tre passi: uno indietro, nel senso di chiedere alla pur legittima tensione identitaria di aprirsi all’orizzonte dell’alterità; uno avanti riconoscere cioè preminenza all’interesse collettivo; uno di lato, abbandonare il territorio impervio ed arido della competitività ed aprirsi alle logiche nutrienti della complementarietà e della convivialità delle differenze.
Oggi si rende necessaria una scelta di lealtà, senza lasciarsi irretire da ansie di visibilità o da rigide regole di ingaggio dei ruoli ricoperti, senza cedimenti alla tentazione di improbabili e tardivi ecumenismi, ad inopinati protagonismi “dichiarativi”, dopo gli assordanti silenzi del passato o peggio ancora a rigurgiti di rancori partitici irrisolti.
Alla città è chiara la verità dei fatti! Il criterio per leggere gli avvenimenti che hanno segnato la storia più recente di Scicli e cogliervi la verità è efficacemente sintetizzato dal cartello che segue.
Oggi, tuttavia, è tempo di camminare insieme.
Ci piace qui ricordare la scritta che campeggiava dietro il tavolo di lavoro di un grande manager inglese: “Nessuno è più intelligente di tutti noi insieme”.
E questo è l’orizzonte di senso che ha indicato il consiglio comunale aperto del 30 gennaio u.sc. con la straordinaria partecipazione dei cittadini.
Il Blog di Scicli non farà mancare a questo Sindaco, alla sua giunta ed alla coalizione che lo sostiene il suo contributo, come inveramento della democrazia partecipativa.
Saprà apprezzare il buon governo ed anche la buona opposizione, e non meno la buona società civile, tutte componenti necessarie perché si possa fare di Scicli una città felice.
Chiudiamo con un pensiero di Simone Weil, la quale scriveva che “niente è più «bello, meraviglioso, eternamente nuovo e sorprendente, carico di dolce e perenne ebbrezza, del bene. Niente è più sterile, cupo, monotono, tedioso del male». Ma il bene richiede ostinazione e umiltà. Richiede coraggio”.
