SCICLI SALE A SAN MATTEO
GLI ACCESSI ALLA COLLINA DI SAN MATTEO
In data 25 marzo il Club Per l’UNESCO, il Circolo Kiafura Legambiente, Il Blog di Scicli hanno condotto un ulteriore sopralluogo congiunto per verificare alcune condizioni degli accessi al sagrato della chiesa di San Matteo.
Come è noto, la chiesa di San Matteo è stata oggetto di più tornate di lavori di restauro, tutti condotti a cura e spese della Soprintendenza di Ragusa e su progetti dello stesso ente. Vogliamo oggi prescindere dalla qualità e dai risultati, che verranno qui richiamati solo quando funzionali al tema degli accessi e della immediata fruizione del monumento.
Gli ultimi lavori sono stati conclusi nel 2014 e non furono comprese opere che assicurassero agli accessi alla struttura. Il risultato è che oggi tutta l’area versa in abbandono ed è già preda di atti vandalici.
L’accesso principale alla chiesa di San Matteo è quello di via San Vito ed è altrettanto noto che esso risulta interdetto da anni con apposita ordinanza sindacale a causa del crollo di un muro di contenimento avvenuto a monte del primo tornante della scalinata (ben dopo la chiesa di San Vito). Nel suo complesso, il muro di contenimento in pietrame a secco destinato a proteggere il percorso sino al piazzale antistante la Chiesa e che raggiunge in alcuni punti notevoli altezze, appare in condizioni statiche non del tutto sicure.
Al termine della scalinata, l’accesso al piazzale, frontalmente alla chiesa, è ristretto da transenne a causa di antiche strutture murarie in stato assai precario, la cui rimozione non è stata effettuata nel corso dei lavori di ristrutturazione.
Vi sono almeno altri due accessi pedonali alla chiesa di San Matteo. L’escursione di sabato 14 gennaio scorso ha permesso di evidenziare che quello (o quelli) attraverso il Parco di Chiafura non possono che seguire il destino del Parco stesso e, pertanto, non sembrano al momento prontamente recuperabili.
L’altro, che si stacca alla destra della scalinata di San Vito e passando sopra la chiesa della Catena raggiunge l’area posta a est della Chiesa, è stato appunto oggetto del sopralluogo congiunto effettuato ieri 25 marzo.
Esso si snoda nel complesso per una lunghezza di circa 130 metri e supera un dislivello complessivo di circa 30 metri ..La salita guarda l’abitato di Scicli, risulta estremamente panoramica e, tranne che per qualche metro iniziale, è protetta da un parapetto di idonea altezza e buone condizioni statiche. La scalinata, ancorché necessitante di lavori di sistemazione in qualche punto, è agevole per pedata e alzata.
Il primo punto di arrivo è rappresentato dall’area antistante il lato est della Chiesa. ove si aprono sia il cancelletto che porta al terrazzo, sia la porta per l’accesso al piano inferiore, anch’esso restaurato.
Proseguendo, per circa 20 metri si giunge sulla stradella che corre posteriormente alla Chiesa.
La scalinata necessita di operazioni di scerbatura che non appaiono particolarmente complesse e di interventi di ripristino dei gradini che potranno essere meglio valutati dopo la scerbatura e tenendo conto che la salita dovrà avvenire secondo standard di sicurezza.
In corrispondenza dello spigolo sud est della Chiesa inizia un tratto della scalinata, di circa 20 metri, semi ostruito da pietrame caduto dal terrapieno che la delimita a monte. A causa della brevità del tratto, della altezza contenuta del terrapieno, della pezzatura contenuta del pietrame, anche in questo caso le operazioni di ripristino non appaiono a prima vista particolarmente complesse.
Per queste ragioni ci sentiamo di indicare la scalinata della chiesetta della Catena come la via di accesso di più pronta possibilità di ripristino rispetto agli altri percorsi.
Per l’esecuzione dei lavori ci permettiamo di indicare, fra le alternative possibili, l’impiego di personale esperto che può essere selezionato fra gli stranieri che soggiornano al CARA di Mineo, procedura che in base alle nostre informazioni è stata collaudata con successo in situazioni analoghe presso altre città della nostra regione.
Necessario, infine, segnalare due inconvenienti che necessitano di interventi non rimandabili:
chiudere i varchi aperti dalle rotture dei vetri delle porte e delle finestre per atti vandalici prima che i muri interni vengano irrimediabilmente macchiati dalle deiezioni dei volatili; l’operazione potrebbe essere condotta con poca spesa mediante l’installazione di reti metalliche;
la quota del pavimento del terrazzo è stata innalzata durante i lavori della Soprintendenza e ora il parapetto, che in certi tratti è di circa 50 cm, risulta totalmente fuori norma. In queste condizioni la terrazza non può essere aperta al pubblico.
Club Per l’UNESCO Scicli Marcello Pellegrino
Circolo Kiafura Legambiente Scicli Alessia Gambuzza
Il Blog di Scicli Guglielmo Palazzolo
Allegate le immagini fotografiche


