UNA LINEA GUIDA CONTRO ILLEGALITA’ IN MATERIA DI RIFIUTI
Assemblea di Coordinamento della Rete dei Comitati Territoriali Siciliani
Augusta, 17 giugno 2018
Comitato di Volontariato per la Tutela dell’Ambiente della Salute e del Territorio di Scicli
Relazione e Linea Guida
I cittadini hanno bisogno di difendersi dalle lobby affaristiche – ben sorrette da personaggi politici di livello almeno regionale – e da quelle parti di istituzioni colluse, corrotte o semplicemente assai distratte al momento di rilasciare autorizzazioni impossibili. Debbono sapere che riunirsi e impegnarsi in prima persona tutti insieme è il presupposto per fare massa critica, per attrarre aiuti dall’esterno, per riuscire a fare comprendere ai concittadini e agli organi di informazione come stanno realmente le cose, e perché è necessario combattere il cancro affarista e senza scrupoli che corrode la nostra società prima che inquini ambiente e salute.
Il “Comitato Salute e Ambiente di Scicli” è impegnato dal marzo 2016 in una ininterrotta azione di contrasto verso la realizzazione di un impianto per il trattamento rifiuti da 200.000 tonnellate annue, delle quali 120.000 di rifiuti pericolosi che vorrebbero far pervenire dai petrolchimici di Gela e Priolo, ma che potrebbero riguardare anche le piattaforme petrolifere marine e le perforazioni nella vallata dell’Irminio, se non in tutta la provincia ragusana.
Fra alti e bassi, non ci siamo mai fermati e non ci fermeremo adesso che abbiamo dimostrato le gravissime irregolarità che hanno costellato l’inter autorizzativo sin dal primo momento e che riguardano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Un atto che reca in sé falsità dimostrate e ormai incancellabili. Da poche settimane il Genio Civile di Ragusa ha intimato la sospensione dei lavori abusivi e denunciato gli abusi alla Procura della Repubblica di Ragusa. Il NOE Nucleo Operativo Ecologico di Catania, su disposizione del Generale Pascali del comando di Roma, che aveva ricevuto un esposto di Legambiente nazionale, ha sequestrato l’intero impianto.
Il documento, che si può scaricare, contiene la storia del Comitato in gran sintesi, il caso ACIF in breve, cosa abbiamo fatto e cosa possiamo fare, come possiamo riconoscere i segni dell’attacco al territorio e come possiamo difenderci dalle autorizzazioni fasulle e spesso semplicemente immorali rilasciate dalle pubbliche istituzioni.
Infine, utilissima per tutti noi impegnati, nostro malgrado, in queste battaglie che non dovrebbero mai porsi
e che contraddistinguono invece la nostra Regione, la lettura del prezioso manuale del magistrato Luca Ramacci.
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