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Quando il pet ci lascia

La perdita di un animale domestico è fonte di grande dolore, che si tratti di un minuscolo canarino, di un gatto giocherellone trovato da piccolo in giardino o di un cane affettuoso che ci ha accompagnati dall’adolescenza alla giovinezza. Nonostante il dolore bisognerà occuparsi degli adempimenti burocratici e del seppellimento. I Comuni possono risolvere con la cremazione.

Comunicazioni. Alla morte di un animale domestico seguono alcuni adempimenti burocratici. Occorre denunciare la morte presso l’anagrafe canina regionale, nonché al Servizio Veterinario della propria Asl, allegando il documento di iscrizione all’anagrafe canina e il certificato di morte firmato dal veterinario (da conservare per almeno due anni), che accerterà se nelle ultime due settimane il cane ha morso altri animali o persone. Nel caso del gatto, bisognerà seguire una analoga solo dotato di microchip. I tempi per le comunicazioni di legge possono essere ristretti, sarà bene informarsi presso il veterinario.

Sepoltura. In Sicilia non vi sono cimiteri per animali d’affezione, quelli cioè tenuti per compagnia, senza fini riproduttivi o alimentari, ma una proposta di legge è stata presentata negli ultimi mesi dell’anno scorso. Atteso l’assoluto divieto di seppellire i resti dell’animale in terreni demaniali o comunque pubblici, al momento una delle soluzioni più frequenti è quella di provvedere alla sepoltura in un terreno di proprietà. Il veterinario dovrà attestare, oltre il decesso, l’assenza di malattie infettive; andrà inoltre disattivato il microchip.

La fossa. La fossa dovrà essere delle dimensioni adatte a ricevere il corpo del cane, profonda, ma non tanto da rischiare un possibile inquinamento delle falde acquifere. Poiché non è consentita la tumulazione (uso di bara), la carcassa dovrà essere ricoperta di uno strato di terra sufficiente a scongiurare il disseppellimento da parte degli animali selvatici.

La cremazione. Tramite il veterinario, il corpo del cane potrà essere affidato ad una ditta che ne curerà la cremazione, a fronte del pagamento di una modesta somma. Non è possibile chiedere la restituzione delle ceneri perché il cane verrà cremato insieme alle carcasse di altri animali. L’alternativa è quella di affidare direttamente il proprio animale a un centro di cremazioni, ma i costi potrebbero essere elevati.

Convenzioni per la cremazione. I Comuni posso convenzionarsi con ditte specializzate per la cremazione, come ha fatto Giarre nel 2018, o altrimenti acquistare o noleggiare un’attrezzatura per la cremazione. Considerando il costo delle cremazioni a carico dei Comuni che per legge debbono essere effettuate sui randagi e gli animali ritrovati morti, si tratta di soluzioni che dovrebbero essere vagliate attentamente.

Al termine, restano i ricordi e i dubbi sul cosa fare. Un’altra cara compagnia, oppure no? Ecco una decisione per la quale non sono possibili consigli di nessun genere.

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Posted on 15 Marzo 2020 by Giampaolo Schillaci. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Cultura and tagged animali, cane, morte. Bookmark the permalink.
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