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  • UN'ALTRA VIA E' POSSIBILE

Senza bilancio non c’è rilancio

I Comuni debbono approvare al più presto il bilancio di previsione in modo da poter assumere provvedimenti finanziari adeguati alla drammaticità del momento. Obiettivo che non è consentito dal cosiddetto “esercizio provvisorio”, nel quale la spesa dell’ente è vincolata al rispetto del limite dei “dodicesimi”. I compiti da affrontare nella dolorosa situazione attuale sono quelli di garantire dignità alle famiglie che non possono più aspettare e di sostenere senza indugi le imprese che garantiranno la ripresa dopo la crisi che sta attraversando il tessuto economico. Tutto questo rende impellente esaminare e approvare i bilanci comunali entro il termine imposto sia dalla norma, sia dai principi della buona gestione.

In questo inizio 2020 reso così difficile dall’emergenza Covid 19, la civiltà amministrativa e gestionale di un Comune può fare la differenza se si intende intervenire in maniera tempestiva e con dotazioni finanziare adeguate.

Ai primi di marzo la Giunta comunale di Pozzallo ha approvato il bilancio preventivo dell’ente. Se anche il Consiglio provvederà ad esaminare e ad approvare, verrà ulteriormente confermato un importante esempio di efficienza. Sono anni, infatti, che il comune costiero della provincia Iblea riesce a dotarsi del più importante strumento di programmazione economica finanziaria entro il termine di legge previsto dal Ministero degli Interni. Quest’anno 2020 ha anche raggiunto l’importantissimo obiettivo di ridurre la tassa sui rifiuti e di andare avanti con il Piano di riequilibrio (link qui all’articolo di stampa).

In un’epoca in cui a volte si fa presto ad accusare i cittadini di essere “incivili”, spetta proprio all’Ente comunale esprimere una efficienza che, oltre ad essere segnale di buone procedure amministrative, è la sostanza di quella civiltà che, altrimenti, non può essere chiesta ai propri cittadini.

La recente ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile (Ocdpc n.658 del 29 marzo 2020 – link qui al documento) è stata emessa con lo scopo di “supportare i comuni interessati dall’emergenza epidemiologica da virus Covid 19, mediante un primo incremento del fondo di solidarietà comunale”.

Il provvedimento riguarda 400 milioni di euro da distribuire ai comuni italiani. I fondi sono “da contabilizzare nei bilanci degli enti a titolo di misure urgenti di solidarietà alimentare”. Per velocizzare la spesa, l’ordinanza viene incontro ai comuni in esercizio provvisorio (ovvero quelli che non hanno ancora approvato il bilancio preventivo) “autorizzando variazioni di bilancio con delibera di giunta”.

Questa possibilità di velocizzare la spesa non è però prevista dal decreto della Regione Siciliana (Dirigente del Dipartimento regionale della Famiglia DDL n.304 – link qui al documento), nonostante sia stato emesso ben sei giorni dopo il provvedimento della Protezione Civile nazionale. Il DDL n.304 riguarda la somma di 30 milioni di euro di provenienza FSE (Fondo Sociale Europeo) per i Comuni dell’Isola.

Una disattenzione, questa, che può rappresentare un serio ostacolo al pronto impiego dei fondi ed è stato immediatamente colto dall’ANCI Sicilia (Associazione Comuni Siciliani), che ha convocato per domenica 5 aprile una riunione in videoconferenza, ponendo la questione al primo punto dell’ordine del giorno (click qui per il documento originale).

Dunque, i fondi versati dallo Stato attraverso la Protezione civile e dalla Regione Siciliana sono indirizzati alle famiglie. I primi verso obiettivi di “solidarietà alimentare”; mentre, quelli del Dipartimento sono rivolti “all’acquisto di beni di prima necessità (alimenti, prodotti farmaceutici, prodotti per l’igiene personale e domestica, bombole del gas)”. I fondi regionali non risultano ancora versati e, in ogni caso, dopo la prima tranche del 30% , per la restante parte non si prevedono tempi brevi quanto la crisi richiede.

Ma le necessità sono tante e impellenti e occorre perciò disporre di ulteriori fondi di pronta cassa sia per famiglie, sia per le imprese. In realtà, restano forti le preoccupazioni per le prime e fortissime sono apprensioni sul paventato collasso delle seconde, evento che tramuterebbe in tragedia strutturale l’attuale situazione di emergenza.

Occorrono fondi prontamente disponibili e da questo punto di vista le città che hanno il bilancio preventivo approvato possono attingere dalle disponibilità di cassa. Fra queste, i proventi dalle strisce blu e quelli provenienti dalle multe e sanzioni, ai quali proventi si aggiungono i fondi prevenuti ai comuni secondo le disposizioni della LR 5/2014 della Regione Siciliana. Nelle città turistiche, fra le quali rientra Scicli, si aggiungono alle disponibilità le cospicue somme provenienti dall’Imposta di soggiorno e nelle città del turismo culturale – ancora una volta Scicli vi rientra – si può fare riferimento ai proventi della fruizione dei Siti Culturali.

La grave questione, che al momento non appare affrontata, è sul come la liquidità di cui si parla – una volta rintracciata nelle pieghe del bilancio comunale e una volta approvato il bilancio preventivo e le necessarie varianti – potrà essere erogata ai cittadini e alle imprese. Non tutto sarà e potrà essere canalizzato in aiuti alimentari e mentre il sistema bancario, presumibilmente, starà affacciato alla finestra per vedere chi e come risolve la questione delle garanzie, la liquidità accertata sul bilancio comunale potrà essere di grandissimo ristoro, purché si trovi il modo di farla girare senza farla passare dal meccanismo delle anticipazioni e versandola nelle casse dei diretti interessati. A questo proposito: è ipotizzabile che l’ente pubblico paghi le bollette dei servizi al posto delle aziende?

Questa situazione di emergenza verrebbe molto più facilmente affrontata dai cittadini qualora si ricorresse a procedure partecipative della spesa (bilancio partecipativo) e, per la quota parte delle uscite estremamente urgenti, alla dettagliata illustrazione pubblica ai cittadini stessi (bilancio partecipato). Una disamina delle potenzialità di Scicli in merito alle entrate da sottoporre alla partecipazione dei cittadini può essere letta a questo link.

Se Pozzallo per la provincia di Ragusa si avvia ad essere anche quest’anno il primo comune Ibleo ad approvare il bilancio preventivo, Scicli è un esempio di città nella quale si verificano tutte le entrate sopra citate.

La tempestiva approvazione del bilancio preventivo da parte del Consiglio Comunale potrà favorire interventi immediati sia per le famiglie, sia per le imprese con fondi comunali, garantendo il dopo virus più di quanto possano fare altri Comuni meno fortunati.

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Posted on 6 Aprile 2020 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Cultura, Economia, Rete per la partecipazione popolare, UN'ALTRA VIA E' POSSIBILE and tagged bilancio, dopo virus, imprese. Bookmark the permalink.
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