La Politica della Felicità – Le Azioni
Per la Politica della Felicità nelle Città
e nell’Area Mediterranea
PARTE SECONDA – LE AZIONI in SINTESI
Questo intervento si compone di tre parti. La prima parte contiene la base etica, questa la seconda parte reca in estrema sintesi un approfondimento delle azioni proposte e nella terza si legge la base di pensiero, che va da Marcuse a Papa Francesco. L’intervento dura circa 7 minuti è ha un titolo:
Sinistra Italiana per una Politica della Felicità nelle Città e nell’Area Mediterranea
Documento approvato e depositato all’assemblea regionale di Sinistra Italiana tenutasi a Mondello il 29 aprile 2017, sulla base del documento approvato e depositato all’assemblea provinciale di Ragusa dell’1 aprile 2017
… Costruiamo mediante il riconoscimento reciproco degli uomini della Sinistra un’area di cultura e di fatti, e per fare questo realizzeremo quello che ci ricordano le Donne dell’UDI Catania, accetteremo cioè di aprire le nostre porte, non per accogliere, ma per muoverci noi stessi verso un luogo dove costruire una casa comune per valori e azioni, accoglieremo le diversità, rispetteremo le differenze componendole come ci ha insegnato la compagna Menapace quando sembrerà impossibile …
Le premesse politiche espresse nella prima parte portano ad azioni prioritarie, alcune delle quali sono contenute in sintesi nel documento che segue.
Difesa della Costituzione
Si ponga al centro del dibattito:
1. una incisiva comunicazione che renda i Cittadini in grado di comprendere sino in fondo quale fosse lo scopo reale dell’attentato alla Costituzione perpetrato dalla maggioranza prona alle lobby finanziarie della post-democrazia. Ciò servirà a sventare nuovi tentativi di asservimento del Paese a logiche predatorie, esterne ed intere.
2. La possibilità di dare seguito a modifiche costituzionali che incontrino le richieste di semplificazione e di minori costi economici, agendo con determinazione ma anche con le cautele necessarie al fine di non prestare il fianco a manovre di “rientro” da parte di speculatori e lobbisty.
Nelle Città
1. Si adottino gli strumenti di Partecipazione Popolare e si mettano in atto le azioni conseguenti, si impieghino i nuovi strumenti per la Gestione condivisa del Bene Comune, con l’intento di riportare i cittadini al dibattito reale e continuato nel tempo e che chiameremo Politica Diffusa, primo grande obiettivo da raggiungere.
2. Si mettano in atto procedure idonee a dare luogo al Bilancio Partecipativo, sino a raggiungere almeno il 20% degli importi disponibili in Bilancio, il tutto mediante procedure di Partecipazione Popolare Strutturata che proprio alla cultura della Sinistra appartengono.
Nell’Area Vasta
1. Si attivi come metodo fecondo di nuove idee e proficuo di risultati quello di azioni concertate e contemporanee presso i Municipi, mediante l’attivazione di reti dell’area culturale delle Sinistre presenti nelle Città – fra la gente e nelle istituzioni.
2. Si predisponga in particolare una piattaforma volta alla adozione delle procedure per la gestione condivisa dei beni Comuni e dove i Patti di Collaborazione fra istituzioni e cittadini sostituiscano le convenzioni di affidamento, espressioni di diffidenze e verticalità non più accettabili.
3. Si articoli una base di idee e progetti fra le componenti delle sinistre presenti nelle Città e nelle Comunità dell’area vasta, in modo da rendere tempestiva ed efficace l’azione di raccordo in occasione di finanziamenti di qualsiasi provenienza.
Politica economica interna
Poniamo al centro del dibattito politico:
1. la redistribuzione della ricchezza prodotta dalla produttività del lavoro, ravvisando nell’attuale iniqua distribuzione la perdita del potere di acquisto da parte dei lavoratori e dei cittadini in generale, una delle ragioni principali della crisi economica e della profonda e inutile iniquità dei tentativi di risolverla attraverso “l’austerity”, funzionale soltanto ai grandi gruppi di speculazione delocalizzata, che dopo aver spremuto uno Stato per volta (hanno cominciato dalla Grecia), si rivolgeranno altrove
2. L’abolizione del Fiscal Compact, nonostante la “guerra” che seguirà nell’Europa post-democratica in mano alle lobby finanziarie
Difesa del lavoro e dell’Ambiente
Porre al centro del dibattito:
1. la necessità di attivare tutti gli strumenti del Diritto e del Diritto dell’Economia volti a contrastare la deresponsabilizzazione delle imprese indotta dalla globalizzazione e della interconnessa delocalizzazione, fenomeni che hanno comportato la facilità al licenziamento del lavoratore rimasto praticamente senza tutele e alla facilità di sfruttare i lavoratori di aree del mondo più fragili.
2. la messa a punto degli strumenti per ridurre il movimento incontrollato dei capitali. La deresponsabilizzazione si manifesta nelle holding delocalizzate (come i call center) e non mancano già buoni esempi di resistenza da parte di lavoratori efficacemente difesi dai tribunali nazionali e internazionali.
3. il sostegno forte ad un sindacato rinnovato nelle competenze che oggi sono necessarie per la difesa del lavoro massacrato dalle nuove armi della delocalizzazione e della deresponsabilizzazione. Abbiamo bisogno di un partito che lavori strettamente con il Sindacato per rivoluzionare la distribuzione della produttività del lavoro artatamente sottratta ai lavoratori a vantaggio delle imprese e con il devastante risultato di avere massacrato il potere di acquisto dei cittadini e, in ultima analisi, condannato le imprese al fallimento una dopo l’altra.
4. Respingere fermamente il contrasto imposto dalle lobby della post – democrazia fra Lavoro e Ambiente, seguendo con decisione le strade che preservano l’ambiente e nel contempo generino nuove occupazioni o modifichino le occupazioni tradizionali
Politica estera
Porre al centro del dibattito la Rete fra gli Stati Mediterranei con lo scopo di bloccare la “strategia del carciofo” con la quale il potere finanziario aggredisce una per volta le nazioni, che disunite sono indifendibili, mediante.
1. lo sganciamento dal cambio fisso attuale (euro) e la elaborazione di una strategia alternativa (fuoriuscita, “euro-mediterarneo”, ecc)
2. l’abolizione del Fiscal Compact, con conseguente recupero della sovranità monetaria e dunque economica degli Stati
Politica dell’Istruzione e della Ricerca
Porre al centro del dibattito politico l’investimento a tutela della capacità di studio e innovazione come strumenti irrinunciabili per uscire dalla crisi ponendo le basi del futuro del Paese, senza cedere alle imitazioni di modelli esteri in crisi, bensì riaffermando la centralità dei metodi dell’insegnamento e della strutturazione dell’Università italiana
Elaborazione Il Blog di Scicli, marzo 2017