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Combattere per l’Umanità è Combattere per la Terra

Se vuoi combattere per l’Umanità, devi combattere per la Terra

SI è tenuto un incontro a Noto (Sr) fra le forze del centro sinistra – partiti, movimenti, associazioni. A margine affrontiamo, con poca filosofia e qualche citazione, un tema che per qualcuno è fuori moda. Utilizzeremo la tecnica che chiameremo della discussione binomiale per vedere se è vero che destra e sinistra non esistono più.

Il 21 febbraio si è svolto a Noto un incontro fra le componenti cittadine del centro sinistra. Gestito perfettamente, ovvero hanno parlato in tanti, ciascuno in pochi minuti ha espresso il proprio contributo, nessuno ha interrotto chi aveva la parola. Nella maggior parte dei casi si è rispettata la regola dell’addizione, dove chi ha la parola non contesta chi ha parlato prima, ma aggiunge le proprie idee al dibattito, in modo da arricchirlo e non renderlo uno sterile batti e ribatti. Regole semplici, che difficilmente vengono rispettate quando il gruppo è numeroso. Una serata proficua, un esempio da seguire. Tornando a casa, come seguendo il ritmo delle curve della statale fra Noto e Rosolini, tanti pensieri sembrano andare ad uno ad uno al loro posto. Anzi, a due a due, secondo la tecnica binomiale.

Prezzo – Dignità. Kant diceva che ciò che ha un prezzo si può sostituire con un equivalente, mentre la dignità non ha prezzo e non è sostituibile. Tutte le persone, sia italiane e “straniere”, hanno pari dignità, poiché una discriminazione ricadrebbe prima o poi, come di fatto accade, anche fra le “categorie di italiani”, dando luogo a espressioni elitarie e alla separazione fra poveri e meno poveri.

Libertà – Democrazia. Carlo Smuraglia e Emilio Lussu ci ricordano che la libertà acquista il suo senso nel dare luogo alla costruzione di una società democratica. Per questo, se è vero che quando si combatte il sangue è rosso per tutti, c’è una differenza, forte ed ineliminabile, fra coloro che combattono per la dittatura e coloro che combattono per costruire un sistema democratico.

Libertà – Giustizia sociale. Sandro Pertini chiarisce che l’una è inscindibile dall’altra. Chi vanta la libertà assoluta è colui che si ritiene certo di poter lucrare a proprio vantaggio riducendo la giustizia sociale a scapito di tutti.

Legalità – Giustizia. Dossetti sosteneva il diritto a resistere contro gli atti dei pubblici poteri che violano le libertà fondamentali del cittadino. I due concetti di legalità e giustizia non vanno mai separati, e quando la prima non si accompagna alla seconda, è necessario fare di tutto affinché il riallineamento avvenga al più presto, a vantaggio di tutti e certamente dei meno privilegiati, quelle persone che nessuno ascolta, i poveri, i nuovi poveri, coloro che stanno per diventarlo spinti verso il basso dalla predazione neoliberista.

Governabilità – Rappresentanza.  La prima è vantata come necessaria da faccendieri e da quei manager “privati” che operano con il pubblico denaro. La seconda è indispensabile per dare voce alle persone e certamente ai meno privilegiati. Operare per la rappresentanza è un campo di azione essenziale per la democrazia e contemporaneamente ben visibile ai cittadini. Riforma della legge elettorale, sul piano nazionale, e pieno utilizzo degli strumenti per la Partecipazione popolare, sul piano nazionale e locale. La questione della rappresentanza attraverso la Partecipazione popolare può essere approfondita con le associazioni del Patto per la Partecipazione (non per nulla, tutte gravitanti nell’area culturale della Sinistra). In questo momento storico, contraddistinto da una legge elettorale truffaldina, occorre impegnarsi sul referendum contro quella riduzione dei parlamentari che priverebbe di rappresentanza vaste aree del nostro Paese.

Fanatismo – Ideologia.  A partire dagli anni ’80 si è dato luogo – artatamente – ad una crescente coincidenza dell’uno con l’altra, fino a smantellare l’ideologia, che è stata presto rimpiazzata da una presunta ragionevolezza che presto ha dato luogo ad una tragica acquiescenza alle leggi del libero mercato (che è una pura invenzione fraudolenta a vantaggio esclusivo di chi detiene il potere). L’avere opacizzato l’ideologia è funzionale al voto liquido, maneggiabile dai mass media e reso da questi sempre più padroneggiabile, sia nelle espressioni di voto, sia nelle espressioni di non-voto, cioè nelle astensioni e nelle sfiducie diffuse che aprono le strade allo smantellamento dell’impianto democratico. Lo smantellamento dell’ideologia rende il voto non più frutto di un ragionamento centrale e pertanto ragionato e coltivato nel tempo, bensì di meccanismi decisionali periferici, e come tali aggredibili mediante slogan e immagini dell’ultimo minuto. L’ultimo che arriva, insomma, e messaggia meglio attrae attenzione e voto, o astensione.

Concentrazione – Redistribuzione. I dati sulla concentrazione della ricchezza sono noti e facilmente reperibili. Una efficace redistribuzione attenua gli appetiti di chi accumula senza riguardi per persone e ambiente. Una riflessione seria deve essere condotta sulla tassazione progressiva e massimo impegno deve essere condotto sullo smantellamento del mantra che sostiene la concentrazione delle risorse – flat tax e detassazione dei ricchi – come ­strumento per azionare consumi “utili” per tutti gli altri. A livello locale ogni impegno può essere profuso per identificare azioni fiscali a vantaggio dei meno abbienti.

Lavoro – Salute. La Sicilia, il meridione e le aree depresse del Paese hanno pagato e pagano con la salute, la vita, la devastazione ambientale la realizzazione dello slogan “aiutiamoli a casa loro” che oggi si vuole riferire ai paesi Africani, già devastati da guerre e carestie dovute alla presenza nefasta della civiltà occidentale. Una presa di posizione coraggiosa a tutela dei territori, della legalità e giustizia con i quali i nuovi insediamenti industriali debbono approcciarsi al territorio, è indispensabile. Occorre un impegno forte e non negoziabile volto alla esecuzione delle bonifiche. Ogni forma di contrasto senza mediazioni deve essere condotto contro il ricatto basato sull’inaccettabile scelta fra lavoro e salute, salario e vita, industrie e disastro ambientale. Per questo obiettivo può giovare un contatto con la Rete dei Comitati Territoriali Siciliani, che opera in tutta la Regione e con particolare intensità lungo l’asse Milazzo – Augusta – Priolo – Melilli – Scicli.

Antropocentrismo – Biocentrismo. A Marx viene rimproverato di aver pensato soltanto alla redistribuzione della torta, cioè delle maggiori risorse ottenute con l’incremento della produttività, ma a quel tempo mai si sarebbe potuto anticipare col pensiero alla sparizione progressiva, e presto esponenziale della torta “Pianeta Terra”.  Oggi occorre declinare il grido di Greta in azioni politiche nazionali e locali. Sostenere la crescita è un paradosso inaccettabile perché essa è strettamente correlata con la distruzione delle risorse naturali ad un ritmo molto e molto maggiore della loro riformazione. Il mito della crescita fa il gioco delle politiche estrattive e che vengono spacciate per azioni a favore dei territori svantaggiati (e per questo perennemente oggetto dello scambio lavoro con la salute e l’ambiente). Laudato si’ è una ottima guida.

Crescita – Limite. La consapevolezza della devastazione connessa al mito della crescita conduce al recupero del senso del limite e alla graduale diminuzione dei consumi inutili. Per affrontare una questione molto complessa come questa occorre innanzitutto essere consapevoli della sua correttezza, solo successivamente si potrà agire sostenendo con fermezza azioni nazionali, ma certamente locali a favore delle produzioni regionali, della ripresa dell’artigianato e conseguente recupero dei beni, l’attivazione delle azioni previste dalla “legge antispreco” 166/2016.

Senso del Limite e Biocentrismo conducono condecisione verso il grande discrimine che ai giorni nostri si interpone fra i conservatori dei privilegi, anche a costo del danno alla salute e all’ambiente, e quei progressisti secondo i quali non dovrà e non potrà mai più smarrirsi il legame intimo fra l’azione politica e la difesa della salute del Pianeta e dunque delle persone.

Nei binomi, dunque, tutta la differenza.

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Posted on 10 Marzo 2020 by Giampaolo Schillaci. This entry was posted in ambiente, Cittadinanza attiva, Cultura, Referendum, Rete Associazioni Beni Comuni Sicilia Sud Est, Rete per la partecipazione popolare and tagged binomi, centrosinistra, sinistra. Bookmark the permalink.
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