Bilancio: partecipativo rima con preventivo
Il bilancio preventivo è il momento in cui si debbono intraprendere passi concreti verso il bilancio partecipativo, specie per quelle Amministrazioni che su tale strumento di governance hanno preso precisi impegni in periodo elettorale
Molti credono che il bilancio comunale di previsione sia soltanto “un documento di natura contabile”. Invece, si tratta di un documento di natura prettamente politica, del quale la correttezza contabile è solo un ovvio requisito. Infatti, il bilancio previsionale è un vero e proprio strumento programmatorio, che contiene le scelte sul futuro dei cittadini e, per norma, deve essere approvato entro il 31 dicembre di ogni anno .[i]
Il bilancio previsionale è, pertanto, un business plan, nel quale dovrebbero essere indicate con chiarezza tutte le voci di spesa e di entrata previste per il Comune. Per ogni voce bisogna individuare quante saranno le entrate future e le spese da sostenere e si assegna a ciascuna di esse un importo. Per gli enti locali è molto importante, perché permette di programmare la spesa pubblica e di capire se e quando ci saranno i fondi sufficienti per intraprendere determinate iniziative e come recuperarli.
Il bilancio partecipativo è una pratica fondamentale per la partecipazione dei Cittadini alla vita della comunità e ormai da un certo tempo nel nostro Paese vi sono città nelle quali i Cittadini e l’Amministrazione dialogano insieme per decidere sulle spese. Dovunque il Bilancio partecipativo si è affermato, la quota parte del bilancio soggetta a decisione popolare può aumentare gradualmente, sino ad oscillare dal 10% al 25% del totale. Si tratta di percentuali tutt’altro che trascurabili, se si pensa che poco meno del 50% delle spese comunali non sono disponibili in quanto impegnate per il pagamento degli stipendi del personale.
Per attuare il bilancio partecipativo, occorre individuare le entrate comunali che possono essere oggetto di dibattito e di scelta con i cittadini. Le città presentano capitoli di bilancio fra loro comuni e fra questi citiamo: Proventi multe e sanzioni – Strisce blu. In Sicilia si aggiungono i fondi comunali messi a disposizione dalla Regione mediante la LR 5/201. Nelle città turistiche si aggiunge l’Imposta di soggiorno e nelle città del turismo culturale possono figurare anche i proventi della fruizione dei Siti Culturali.
Scicli, in provincia di Ragusa, è un esempio di città nella quale si verificano tutte le entrate sopra citate e, pertanto, è in posizione di vantaggio per dare luogo ad una partecipazione popolare significativa alle scelte di bilancio,
L’Imposta di Soggiorno riguarda notevoli importi nei comuni turistici o nel cui territorio ricadono villaggi turistici. A Scicli, città a vocazione turistica, l’imposta è stata istituita nel 2014.[ii] [iii] Sempre a Scicli, secondo informazioni desunte dalla stampa, e salvo migliori informazioni, per il 2015 il gettito complessivo sarebbe ammontato intorno a 270.000 euro. Una cifra probabilmente mai vista in precedenza da chi a Scicli si è trovato a dovere organizzare il turismo e la cultura della città.
Solitamente, i regolamenti approvati dai consigli comunali in merito alla imposta di soggiorno vincolano la destinazione dei ricavi ad azioni e a interventi sul settore turistico e il regolamento approvato a Scicli non fa eccezione, come si può desumere dal cospicuo elenco riportato all’articolo 6.[iv]
Alla formulazione delle proposte e alle decisioni sulla spesa potrebbero essere chiamati i cittadini e le associazioni, in particolare coloro che sono coinvolti a vario titolo nel turismo e nella cultura; ma, in realtà potrebbe rivelarsi molto utile l’ascolto di tutta la cittadinanza, ferma restando la destinazione delle somme.[v]
Introiti Siti Culturali. Nelle città turistiche o d’arte si possono registrare introiti legati alla fruizione di siti culturali comunali. Una parte consistente di queste entrate dovrebbe essere destinato alla manutenzione ordinaria dei siti, che altrimenti degradano rapidamente, specie se oggetto di numerose visite. Importi anche contenuti, pari a qualche decina di migliaia di euro, possono essere di grande utilità per interventi di manutenzione corrente.
Proventi delle multe e delle sanzioni pervengono alle casse comunali dal D.L. n.285/1992 “Nuovo Codice della Strada” – art. 208, commi 5 e 5 bis (e altri). La destinazione può essere sottoposta alla cittadinanza, che certamente apprezzerebbe il poter conoscere e il poter intervenire, anche solo su parte della somma. Una consapevolezza che di certo contribuirebbe ad avvicinare cittadini, amministrazione e forze dell’ordine deputate alla sicurezza e al traffico.[vi]
Le strisce blu sono state introdotte relativamente di recente, ma sono diffuse in moltissime città, anzi si può dire dappertutto.[vii]
Stimando una rotazione media di 2 ore nell’arco della giornata, uno stallo blu equivale a più di 4 posti auto. La rotazione della sosta riduce la sosta passiva, fenomeno con il quale si intende il parcheggio di automobili per molto tempo nello stesso posto. E fa scendere di circa il 30% il traffico itinerante alla ricerca dei stalli di sosta. Così, alla fine, si avrebbe un beneficio sia per la circolazione sia per l’aria che respiriamo in città. Le entrate non sono indifferenti e possono certamente rientrare fra le voci del bilancio da sottoporre alla valutazione diretta dei cittadini.
Per iniziare concretamente, quel Comune che intenda avviare le procedure di partecipazione, specie ove se ne sia fatto argomento elettorale, inserirà nel bilancio preventivo i capitoli di bilancio che corrispondono a tali entrate, in modo che ogni somma abbia un suo “cassetto” e non si possa verificare una “volatilizzazione” delle somme nel corso dell’anno. Bisognerà poi mettere in atto le procedure per la partecipazione, procedure che siano reali e secondo la norma.
I pericoli del bilancio partecipativo consistono nel mancato allineamento del bilancio, nella mancata messa a punto di procedure leali e concrete, nella mancata attuazione delle proposte raccolte; soprattutto, quel che viene annunciato deve essere poi realmente realizzato, per evitare che uno strumento di partecipazione e di democrazia diretta annunciato alla città venga ridotto a strumento prima di propaganda politica, poi di frustrazione fra i cittadini.[viii]
Il bilancio partecipativo, in definitiva, è uno degli strumenti più interessanti e coinvolgenti di democrazia diretta, esercitato da cittadini consapevoli e correttamente informati, insieme alla convinta azione di un governo cittadino che desideri, e sia in grado, di agire in forma realmente democratica e progressista. Su alcune voci si può iniziare direttamente, e anzi è richiesto dalle norme, come sulla quota parte dei fondi comunali riferiti alla Legge Regionale 5/2014.
Su altre, si può iniziare con forme di bilancio partecipato, nelle quali il governo cittadino illustra le scelte fino ad allora effettuate, in modo da preparare il cittadini ad una scelta consapevole e quanto più condivisa con il governo stesso.
Per concludere, a Scicli, come in altre città di turismo e arte, sono presenti molte voci di entrata e di spesa che possono essere oggetto di dibattito e di scelta con i cittadini: Proventi multe e sanzioni – Strisce blu, fondi della LR 5/201, Imposta di soggiorno, proventi dai Siti Culturali. Per quanto riguarda in particolare i fondi della L.R 5/2914 Scicli è fra i Comuni che agiscono in forma avulsa alle prescrizioni e dalla sostanza della norma, la speranza è che si corra molto in fretta ai ripari.
Un Regolamento tipo per l’attuazione della L.R. 5/2014, con relativo documento illustrativo che spiega le scelte che hanno portato alla formulazione di ogni singolo articolo del Regolamento, è reso disponibile dal Patto per la Partecipazione Beni Comuni Area Vasta, costituito da sei associazioni che operano a sud dell’arco ideale che congiunge Caltanissetta e Catania.
Per tutte le voci elencate, sarebbe opportuno, probabilmente necessario, aprire un capitolo di bilancio, unica via per assicurare l’impiego delle entrate secondo le destinazioni previste. Ma bisogna fare di più, cioè fare partecipare i cittadini alle scelte, specie se questa è stata una modalità di partecipazione popolare promessa in campagna elettorale.
[i] Solitamente, il termine per l’approvazione è fissato per il 31 dicembre, ma in questo sfortunato 2020 il termine per l’approvazione nei Comuni italiani è stato ulteriormente spostato al 30 aprile . https://www.interno.gov.it/it/notizie/enti-locali-tempo-fino-30-aprile-bilancio-previsione
[ii] Il Comune di Scicli, con D.A. del 16 febbraio 2011 dell’Assessorato Regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo è stato riconosciuto “località a vocazione turistica”.
[iii] con delibera del Consiglio Comunale n. 111 del 9 luglio 2014
[v] All’art. 6 del Regolamento si legge testualmente: “Ferma restando la totale autonomia dell’Amministrazione Comunale nella destinazione delle risorse di cui al comma 1, in coerenza rispetto alle disposizioni ivi contenute, sono auspicate forme di consultazione con le maggiori associazioni rappresentative dei titolari delle strutture ricettive”.
[vi] https://www.laleggepertutti.it/codice-della-strada/art-208-codice-della-strada-proventi-delle-sanzioni-amministrative-pecuniarie
[vii] Art. 7, comma 1, lettera f, comma 8 del Codice della Strada
[viii] http://qualitapa.gov.it/customer-satisfaction/ascolto-e-partecipazione-dellutenza/bilancio-partecipativo/