ERAVAMO IN VIA F.M. PENNA. PER PARLARE DI NOI
Il 22 aprile, venerdì scorso, eravamo in via F.M.Penna per parlare di noi a noi stessi. Dovevamo riprenderci la Città, una Città trascurata, perché le città, e le comunità, sono come le piante, se non si curano, si lasciano andare. Le Città le possono curare solo i cittadini, quelli che vogliono respirare l’aria buona, vedere i colori dei monumenti rimanere brillanti e non diventare opachi per l’aria sporca, quelli che vogliono il lavoro e lo cercano senza mediazioni che gravano sulle spalle di tutti. Per questo, in via F.M. Penna, patrimonio dell’Umanità, eravamo in tanti, e la prossima volta saremo di più. Per riprenderci la Città e curarla da un’ombra che è divenuta male oscuro e che va curata ora, con amore e con passione, non più domani.
Ancora prima dell’orario prefissato lo spiazzo dinnanzi alla chiesa di Santa Teresa, oggi sede espositiva di preziosi affreschi, è gremita di cittadini, ma anche di turisti che si aggirano fra la folla per meglio comprendere quello che sta succedendo. Curve davanti ad un banchetto le persone si succedono senza sosta per sottoscrivere l’appello da presentare alla Commissione Straordinaria affinché ritiri in autotutela tutte le autorizzazioni concesse alla ditta Acif in merito alla piattaforma per il trattamento di una quantità spropositata di rifiuti pericolosi (oltre quelli dichiarati non pericolosi). Un piccolo corteo di curiosi sfila davanti agli striscioni per leggerli e fotografarli, ma gli scatti divengono senza sosta nel momento in cui alcuni manifestanti li sollevano da terra per precedere il corteo, quello vero, che si incammina ora verso il Municipio. Sono più o meno le nove di sera, e le luci illuminano le “basole” del piano stradale. La via Francesco Mormino Penna, Patrimonio dell’Umanità UNESCO grazie alla ineguagliata concentrazione di beni culturali, è ora un fiume in movimento. I rappresentanti delle Associazioni che aderiscono al Comitato promotore per la Tutela della Salute e dell’Ambiente occupano simbolicamente i gradini di accesso al palazzo Municipale, una coreografia che i numerosi cameramen presenti non si lasciano sfuggire. Più tardi qualcuno annoterà su un social “sulla scalinata del Municipio sale la domanda di legalità dei cittadini di Scicli”. È ora il momento del microfono e con le spalle al Palco della Musica recentemente restaurato con il contributo di un Club Service, si alternano gli oratori, cittadini comuni e rappresentanti dei gruppi e dei movimenti che hanno promosso la manifestazione, persone alle quali è ora la responsabilità di informare i cittadini, ma anche di trasferire all’attentissimo uditorio i sentimenti di incredulità e sgomento per aver scoperto, si può dire casualmente, un iter autorizzativo giunto al termine nella completa assenza di coinvolgimento della comunità. La manifestazione termina con l’invito reciproco di ritrovarsi presto, dopo l’incontro di martedì prossimo con il presidente della Regione e con la deputazione iblea al completo. Proseguono intanto le sottoscrizioni: anche i fogli firmati costituiranno un valido argomento da esibire al Presidente. Le associazioni, i movimenti, i gruppi e i partiti che fanno parte del Comitato, ad oggi, sono:
Il blog di Scicli, La Casa delle Associazioni, Ass. Esplorambiente, Ass. Paolo Ferro, MASCI, Club UNESCO, Start Scicli, SEL provinciale, Scicli Bene Comune, Ragusa Civica, Coop. Solemare, servizi per il turismo, PD, circolo “Scicli democratica”, M5Stelle, Movimento culturale “Brancati”, G.P. Forza Italia, FAI-Scicli, Ass. 1° Maggio, Ass. PRO.SVI, Site Specific