Ci riprendiamo la città
E’ stata una bella serata. Una splendida testimonianza di democrazia partecipata. Una Lectio magistralis di cittadinanza attiva, di corresponsabilità, di civiltà !!!
La città, che forse si riteneva inane, attonita e rassegnata, già da lunghi mesi ha chiesto, INASCOLTATA, di esercitare il diritto inalienabile ed incomprimibile di sapere, di partecipare consapevolmente alla scrittura del proprio futuro.
Quando le porte sulla città sono chiuse è inevitabile che esse vengano spalancate.
Quando la democrazia viene negata, essa sciama per le strade inarrestabile.
Tutta Scicli è scesa in piazza per dire che vuole aver cura del suo territorio.
È un bene “comune” e non “privato” e la comunità ha voluto comunicare con voce forte e chiara che pretende di salvaguardarne la vocazione alla bellezza.
Lo ha fatto praticando il diritto insopprimibile di cittadinanza che Don Luigi Sturzo declinava “come servizio alla collettività, come cooperazione al bene, come dovere di solidarietà” .
Lo ha fatto in questi giorni costituendo un comitato per la salute e l’ambiente.
Ne hanno parlato la stampa ed i social.
Molto resta ancora da fare. Il cammino non è ancora compiuto ed il suo compimento chiama alla mobilitazione costante, generosa, gratuita di tutti: singoli cittadini, professionisti, operatori economici, artigiani, studenti, anziani, mamme, famiglie, mondo della scuola, uomini di Chiesa, bambini, tutti i mondi vitali della città. TUTTI QUELLI CHE IERI SERA HANNO SFILATO IN CORTEO!!!
Astenersi, dichiararsi neutrali non serve; ne possono scoraggiare vischiosità e resistenze; non possono sgomentare i pochi Esaù che non mancano in una comunità di diversi.
Occorre ancora impegnarsi, con entusiasmo.
Questo deve essere l’imperativo categorico da oggi in poi: «darsi in pegno», “farsi pegno” dell’avvenire che viene incontro, che bussa alla porta e che è della comunità, esclusivamente della comunità e non delegabile ad altri.
La comunità sciclitana ha bisogno della intelligenza e della forza di tutti i suoi figli; ha bisogno di cittadini liberi e forti che si spendano non solo per il futuro prossimo, per questo appuntamento strategico e decisivo per la città ( definitiva revoca del provvedimento autorizzativo della piattaforma), ma anche per il suo avvenire, quello dei prossimi anni, facendo tesoro della esperienza vissuta in questi giorni, che insegna che partecipare si può, si deve…
Non è sogno o utopia; è speranza che si fa progetto, gesto, storia.
Il tempo che verrà è quello della ricostruzione, dopo i cocci, dopo questa dolorosa stagione di scioglimento per mafia e di scarnificazione della democrazia.