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IN SICILIA L’UNESCO SI COLLEGA

Il tema di oggi è quello dei “collegamenti”, e i  collegamenti possono essere materiali e immateriali, oppure materiali e nel tempo stesso immateriali. Quest’ultimo è il caso del GREENET, il progetto strategico votato all’unanimità dalle 41 città, oggi 42, che compongono  l’assemblea del Coordinamento dei Comuni UNESCO – C.UNE.S.. Un altro collegamento possibile è quello fra Scicli e Modica attraverso il torrente Fiumelato e che passando dal Sito di Interesse Comunitario “Conca del Salto” potrebbe valorizzare enormemente le produzioni delle aziende  agricole della vallata.

Il GREENET è un progetto che mira ai collegamenti  di mobilità non motorizzata intermodale  fra i sette siti UNESCO siciliani, ai quali occorre aggiungere il geoparco delle  Madonie e anche  le aree naturali che si incontrano durante il cammino, spesso di eccezionale interesse. 

Il sedime materiale è rappresentato dalle ferrovie abbandonate, che in Sicilia rappresentano un patrimonio di superiore ai 1000  chilometri, più viabilità secondaria, da destinare alla mobilità non motorizzata e da implementare con l’impiego intermodale delle ferrovie in esercizio.  

Si tratta di un collegamento fisico e dunque materiale, ma ancor di più immateriale perché in realtà costituisce un attrattore fra gli attrattori, come ci insegnano realizzazioni esperienziali quali il Camino di Santiago e gli itinerari del Rail to Trail statunitense e della Sustrans britannica (per citarne alcuni fra i più conosciuti).

Ricordiamo inoltre che nella seduta plenaria C.UNE.S. del aprile 2016 è stato siglato un Protocollo di intesa fra il CUNES e la FIAB italiana, proprio per riconoscere l’attività svolta sino a quel momento dagli esperti  FIAB siciliani  e per dare impulso alla collaborazione FIAB UNESCO sul tema della mobilità fra le città e dentro le città d’arte e cultura della Sicilia.

Trovarsi nella World Heritage List significa non solo scegliere di collegarsi rivitalizzando il patrimonio prezioso dei sedimi ferroviari dismessi in ottica intermodale con le linee ferroviarie attive, ma anche dare luogo ad uno scambio di esperienze amministrative, gestionali, favorire un coordinamento fra le città UNESCO come quello obbligatoriamente richiesto dai criteri di finanziamento propri della Legge 77/2006, la quale legge destina fondi unicamente alle città Patrimonio dell’Umanità.

Gli argomenti da affrontare in comune  sono molteplici e debbo essere trattati  con competenza e con continuità,  in particolare, ma non solo, per i siti cosiddetti seriali, ovvero per quei siti, come quello costituito dalle Città Tardo Barocche del Va di Noto, sono costituiti da più Comuni.

Citiamo alcune di quelle tematiche sulle quali l’UNESCO propone linee guida che non possono essere ignorate dagli amministratori delle città che ne fanno parte, e tantomeno dai cittadini, come il Decoro urbano, la disciplina dei dehors, la qualità urbana e la mobilità, la gestione dei materiali (quelli che oggi colpevolmente continuiamo a chiamare “rifiuti”).

Ma le ragioni per riunirsi e discutere insieme sono, come si diceva,  anche quelle imposte dalla legge di finanziamento 77/2006, che opera esclusivamente a favore delle città UNESCO e, ancora, i complessi rapporti periodici che occorre presentare a Parigi al fine di dimostrare che si è intrapreso un cammino virtuoso nel quale i valori dell’UNESCO siano sempre più permeabili e visibili all’interno delle comunità di riferimento e a tutti i livelli: delle rappresentanze politiche (Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale), dell’apparato gestionale (uffici Comunali), della Cittadinanza.

Il luogo primario ove svolgere tutte queste attività è rappresentato dall’Ente Gestore del Sito UNESCO, e qui bisogna dire che i tempi trascorsi dalla costituzione della maggior parte dei siti siciliani non sempre favorisce oggi la piena consapevolezza dei fenomeni che caratterizzano  l’universo UNESCO, né da parte delle amministrazioni, e ancor meno da parte dei cittadini e del tessuto imprenditoriale delle città.

Sono tre i livelli di intervento che debbono essere ipotizzati affinché l’Ente gestore non si riveli un alibi politico e per evitare che sia un luogo astratto, temporaneo e aleatorio.

  1. Nel Municipio, Sindaco, Giunta e Consiglio dovranno essere pienamente consapevoli del significato di appartenenza alla World Heritage List dell’UNESCO in termini non soltanto di indotto turistico, come si è tentati di fare, ma di produzione culturale e identità territoriale. Ciò vuol dire basare regolamenti comunali e nuove produzioni politiche sui valori e sulle linee guida emesse dall’UNESCO.
  2. Ogni Municipio, oppure ogni sito, dovrà dotarsi di un Ufficio o almeno di un Bureau UNESCO nel quale porre figure competenti che operino con continuità, che sappiano bene cosa è L’UNESCO, che siano in grado sia di rapportarsi con gli uffici centrali UNESCO, sia di percepire e realizzare cosa la comunità di riferimento si attende da loro. Ciò in quanto gli Amministratori, pur competenti, passano e qui invece si è al cospetto di azioni che hanno bisogno di quella continuità e competenza tecnica che soltanto un Ufficio o un Bureau comunale possono garantire.
  3. La Cittadinanza deve essere messa in grado di comprendere e attivare dinamiche di Partecipazione Popolare sui temi valoriali UNESCO e sulle possibili applicazioni pratiche, perché solo questa è la via per gradualmente far nascere nel proprio seno la consapevolezza, la competenza e la capacità di affiancare e spronare gli Amministratori in carica, nonché di avvicendarli senza creare vuoti e interruzioni. Ove esistenti, i Club UNESCO dovrebbero dimostrarsi sensibili e agire per il raggiungimento di tali obiettivi.
  4. Amministratori, Funzionari e Cittadini dovranno essere non soltanto in contatto reciproco, bensì in relazione con le altre città del proprio sito seriale, e con tutte le altre città UNESCO della Regione, per scopi di reciproca informazione, comune promozione, per mutare quei comportamenti virtuosi che ognuno può vantare in linee guida condivise. Gli strumenti attuali o potenziali sono rappresentati dall’Ente gestore e dal C.UNE.S..

 Terminiamo ritornando al GREENET, e alla filosofia che illumina il progetto, con un riferimento al territorio preso oggi in considerazione, mettendo perciò in evidenza la connessione dei centri di Scicli e Modica verso Ragusa, Siracusa e Catania sia attraverso il tracciato rappresentato dalla litoranea per Pachino, sia mediante il recupero del sedime abbandonato della vecchia ferrovia Ragusa – Valle Anapo – Siracusa, compresa la diramazione per Vizzini.

Grazie all’approccio intelligente e di qualità degli  Uffici tecnici della ex Provincia Regionale di Ragusa e dei Comuni coinvolti, sussistono oggi ben 4 progetti ormai allo stato definitivo e pertanto idonei a divenire prontamente esecutivi e cantierabili.

Fortemente emozionale anche il collegamento pedonale fra Scicli e Modica attraverso quel torrente che non a caso porta il nome “Modica – Scicli (conosciuto anche come “Fiumelato”), un corridoio verde che annovera al suo interno un sito SIC (ITA 080011 “Conca del Salto”) e che è idoneo a essere percorso in tutte le stagioni dell’anno dai turisti, o meglio come ormai siamo abituati a dire, dai visitatori.

Un corridoio  in più punti costellato di aziende agricole che producono frutta  e ortaggi di qualità e che potrebbero vedere rivoluzionato il proprio ruolo di produttori, pervenendo ad un innovativo e più ampio ruolo di innovatori nella produzione di beni e servizi per la collettività locale e internazionale.

Queste e altre sono realizzazioni oggi a portata di mano e che tuttavia ancora bisogno di molta forza per mutarsi in realtà, una forza che oggi può provenire dalle forze congiunte dell’UNESCO Sicilia, della FIAB e dei Cittadini interessati e coinvolti emotivamente nel portare avanti progetti di alta sostenibilità ambientale e di grande impatto sociale.

Non c’è alternativa, dobbiamo necessariamente imparare a lavorare insieme.

 

Relazione presentata il 23 maggio 2016 nell’ambito dell’iniziativa “Da Modica a Catania” da Giampaolo Schillaci, rappresentante del sito “Città Tardo Barocche del Val di Noto” – Catania, Palazzo Platamone

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Posted on 24 Maggio 2016 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Cultura, Mobilità, Unesco. Bookmark the permalink.
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