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CHIUSURA DEGLI ASILI ATTO GRAVE DI INCIVILTA’ SOCIALE E DI INSIPIENZA GESTIONALE

La chiusura di un asilo comunale è sempre un grave atto di inciviltà e di insipienza gestionale. Trattare l’argomento mettendo in risalto semtimentalismi e critiche generiche non aiuta a trovare le soluzioni.  Vediamo insieme come a Scicli, alla base dell’aumento vertiginoso delle rette ci sia un grave errore commesso dal governo straordinario, al quale errore esso non ha ritenuto sino ad ora di ovviare nonostante un preciso invito scritto

Il quadro generale: per prima cosa, è bene sapere che in Italia, e particolarmente nel Mezzogiorno, ricco in burocrazia, ma spesso povero non tanto in risorse quanto in spessore politico – gestionale, è tradizione sacrificare i servizi sociali e in particolarmente ciò che riguarda i servizi all’infanzia. Ciò in quanto, come spiegano i sociologi, la bassa politica ritiene –  assai erroneamente – che “tanto le mamme non lavorano e comunque a casa ci sono sempre nonni e zie che possono accudire i bambini”. Diciamo questo per mettere in evidenza come nel Sud gli attentati alle politiche sociali non costituiscono un fatto occasionale, bensì radicato nella politica locale e che pertanto le famiglie debbono e dovranno sempre sempre stare in allerta.

Chiariamo subito che la città di Scicli non è in dissesto e che troviamo veramente curioso che circolino simili dis-informazioni. Nel 2014 sono stati esitati in meno di 8 (otto) mesi ben 3 (tre) bilanci, i debiti fuori bilancio delle precedenti amministrazioni sono stati riesumati dai cassetti dove erano stati vergognosamente nascosti, sono stati concordati con i creditori e avviati a pagamento con i decreti 35/2013 e 66/2014 che prevedono mutui a rimborso TRENTENNALE. Una operazione complessa che, tanto per capirci, la vicina città della Contea non è riuscita a fare, tanto è vero che ha perduto i finanziamenti, fra i quali quelli PER PAGARE I CREDITI VANTATI DA SCICLI. Per sua fortuna, però, ha trovato sulla sua strada una Commissione Straordinaria che ha abbuonato circa 5 milioni di euro senza alcuna ragione. A proposito, come si fa a sostenere che Scicli è in dissesto se può rinunciare a questa enorme somma?

Proprio grazie all’intenso lavoro di cui si diceva prima è stato possibile nel 2014 presentare alla Corte dei Conti un nuovo e apprezzato Piano di Riequilibrio, dopo quello del 2013, letteralmente massacrato dalla Corte. Ecco perché Scicli, dopo essere stata sull’orlo del baratro, oggi non è in “dissesto”.

Ora veniamo all’asilo e alla Commissione Straordinaria che ne ha decretato la chiusura. Ma prima vogliamo ricordare  che grazie ad un progetto portato avanti con straordinaria tenacia dall’assessore ai Servizi Sociali della Giunta Susino erano state pressoché completate le nuove cucine, che la “nuova amministrazione” si è ben guardata dal mettere in funzione. Ora, finalmente, parliamo delle rette altissime e, infine, della incivile chiusura.

La legge dice che le rette a carico dei cittadini per gli asili nelle città in pre – dissesto (come le tariffe per le palestre, ecc) debbono coprire almeno il 36% dei costi del servizio.  Per chiarezza, nel 2012 la percentuale di copertura fu di un modestissimo 13,96%, nel 2013 raggiunse appena il 14,58%. Ebbene, nel 2014 superò la percentuale richiesta dalla legge, attestandosi al 37%! E questi sono fatti, non opinioni. Ma la Commissione “dimenticando” di recepire la delibera della Corte dei Conti del 25/02/2015 n.115/2015/PAR, ritenne erroneamente che l’aliquota non fosse stata raggiunta. Secondo loro si assestava sul 29,15%, comunque pari al doppio riscontrato nel 2013.

Ecco, dunque, che alla base di un aumento vertiginoso e ingiustificato dei costi dei servizi a domanda individuale e, dunque, anche delle rette degli asili, si pone un terribile errore commesso dal governo cittadino. La Commissione, probabilmente rendendosi conto dell’enorme svarione e ritenendo di non sapere come rimediare, ha ignorato una richiesta formale di revoca delle delibere n. 14 e 15 del 29/09/2015 inviata a firma di 13 ex amministratori a tutela dei Cittadini, delle Famiglie, delle Mamme e dei Bambini.

Ed ecco perché la chiusura dell’Asilo di Scicli è argomento che deve essere trattato non già indulgendo ai pur giusti sentimentalismi, ma riportando precisi riscontri economici e politici dai quali partire per portare a termine concrete azioni di salvaguardia.

Sulla questione sono in corso precise azioni e chi ha a cuore la città farebbe bene a partecipare costruttivamente, se non altro per potersi rendere conto di come sono realmente andate le cose nel passato e di come tanti soggetti si stanno spendendo tutti insieme e concretamente con l’unico scopo di tutelare il futuro della Città.

 

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Posted on 30 Giugno 2016 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva. Bookmark the permalink.
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