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CASO ACIF – ARRIVA LA REVOCA: SARA’ L’ULTIMO ATTO?

E pensare che basterebbe una sola parola della Commissione Straordinaria per mettere fine alla tragica farsa in corso

 CASO ACIF – ARRIVA LA REVOCA: SARA” L’ULTIMO ATTO? 

I laboriosi Cittadini di Scicli sono ormai consapevoli che un enorme impianto di trattamento di rifiuti pericolosi in area agricola e per di più vicina all’abitato cozza irrimediabilmente con lo sviluppo basato su turismo, cultura e agricoltura di qualità Giunge finalmente oggi l’attesa revoca, ma con la Pubblica Amministrazione la “zona cesarini”, cioè quando gli animi si quietano, è quella più pericolosa

 Il TAR di Catania in data 21 luglio aveva accolto   “per ragioni meramente procedimentali” il ricorso della ditta ACIF contro il provvedimento regionale di sospensione delle attività in contrada Cuturi  volte alla costruzione di uno stabilimento idoneo al trattamento di una quantità enorme di rifiuti pericolosi di origine prevalentemente petrolifera, praticamente a ridosso dell’abitato di Scicli.

 Volendo ricostruire brevemente l’accaduto, il 4 marzo 2016 la Regione emetteva l’ormai famoso  decreto n. 218 a favore della ditta ACIF; poi, ammettendo essa stessa che tale provvedimento poggiava su basi fortemente carenti se non viziate, il 4 maggio 2016 ne sospendeva l’efficacia. La sentenza del TAR Catania, depositata il 21 luglio, annullava tale  sospensione perché essa non riporta  il termine del periodo di efficacia.

 Questo incredibile inciampo è stato  commesso da una amministrazione, quella regionale, che aveva esplicitamente dichiarato che stava prendendo tempo al fine di redigere un atto tecnicamente irreprensibile!

 Sarà per l’allerta scatenata dai Cittadini attraverso il Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente di Scicli, che al termine della riunione di giovedì 21 scorso avevano immediatamente richiesto alla deputazione provinciale di intervenire immediatamente affinché la Regione riemettesse l’atto al più presto, sarà perché erano giunti a maturazione i termini dell’annunciato avvio del procedimento di revoca, oggi 25 luglio questo procedimento è al fine arrivato. Firmato dall’Assessore al Territorio Ambiente Maurizio Croce, esso porta a compimento l’iter della revoca avviato il 17 giugno 2016.

 In poche parole, non avendo la ditta interessata – ACIF srl – presentato memorie, né prodotto documenti nel prescritto termine di 30 giorni, il giudizio di compatibilità ambientale reso con il D.A. 159/GAB del 4 maggio 2015 è revocato con l’odierno provvedimento n. 290/GAB.

 Le positive reazioni dei parlamentari che sino ad oggi hanno seguito con attenzione tutta la vicenda erano comunque già pronte, ma ora essi debbono ora demordere dalle loro posizioni. Non si stemperi la tenacia dell’on. Vanessa Ferreri in merito alla rimozione dei dirigenti regionali implicati nella vicenda, così come all’on. Assenza chiediamo di voler ancora seguire con massima attenzione una vicenda dai contorni quanto meno opachi, ma anche di non lasciar  cadere l’Ordine del Giorno su quanto accaduto e che verrà discusso in Assemblea domani martedì 26 p.v.. Non sarà da meno l’on. Di Pasquale nel perseguire la chiarezza fino in fondo.

 I fatti ora autorizzano a dichiarare che i cittadini di Scicli hanno fatto benissimo ad organizzarsi per affrontare in maniera compatta la questione della  difesa della salute e della preservazione dell’ambiente, agendo sia a livello di tribunali, sia scendendo in piazza, sia ancora interessando l’intera deputazione provinciale.

 Purtroppo, la gravità dei fatti avvenuti e che possono ancora avvenire dimostra che la questione è tutt’altro che chiusa. Mentre la Città è consapevole che  trattamento di rifiuti pericolosi in area agricola e vicina all’abitato cozza irrimediabilmente con lo sviluppo basato su turismo, cultura e agricoltura di qualità, temi sui quali i cittadini stanno investendo da anni, non si ha ancora notizia di controlli sulle attività svolte dalla ditta ACIF – per lo meno, i cittadini non hanno alcuna notizia di controlli effettuati – nonostante siano stati richiesti per iscritto dal Comitato sia al Comune di Scicli che alla ex Provincia Regionale di Ragusa.

 Questi due enti sono oggi ambedue gestiti da emissari governativi, sia pure per ragioni diverse. La ex Provincia per l’intervenuta legge regionale che ha smantellato le Province, il Comune in forza di un provvedimento del Ministero dell’Interno i cui presupposti sono stati smantellati dalla recente sentenza del Tribunale Penale di Ragusa, la quale ha negato la mano della mafia nei fatti di Scicli.

 In realtà, la questione ACIF non sarebbe mai esistita se Scicli avesse avuto il suo governo e il suo consiglio. La delibera negativa della Giunta Susino è avvenuta in data 15 luglio 2014, atto nemmeno ultimo di una serie di provvedimenti  finalizzati a valorizzare l’area Truncafila – Cuturi sotto il profilo paesistico e naturalistico,  è stata adottata giusto un giorno prima che il prefetto di Ragusa nominasse la Commissione di Accesso. La stessa che era presente in Municipio quando, in data 9 settembre 2014 ACIF avrebbe inviato una nota tecnica in risposta alla delibera negativa, nota mai pervenuta al Sindaco e alla Giunta e della quale la Città ha appreso l’esistenza due anni dopo …

 Oggi, per bloccare questa vicenda basterebbe che la Commissione straordinaria rispondesse positivamente alle domanda con la quale l’on. Di Giacomo, insieme all’on. Mariella Maggio, incalzò per tre volte di seguito la Commissione il 3 maggio scorso durante la seduta congiunta della IV e VI Commissione presso l’ARS, a Palermo: “Volete o no pronunciarvi ora sfavorevolmente sul caso ACIF?” Perché i Commissari presenti, come ha potuto osservare  chi vide il filmato della seduta, invece di rispondere si trincerarono dietro un inesplicabile e sfingico silenzio?

 Eppure sarebbe semplicissimo: la commissione straordinaria mandata a Scicli dovrebbe semplicemente affermare, “con i poteri del Sindaco”, che uno stabilimento di quel genere in area agricola vicina alla città mette a repentaglio la salute dei cittadini. E dovrebbe affermare “con i poteri del Consiglio Comunale” che quell’area è interdetta alla presenza di stabilimenti di quel genere sin dal 2010 per volontà popolare resa evidente e manifesta da una lunga serie di delibere consiliari.

 Noi aspettiamo ancora che quanto auspicato avvenga.  Lo abbiamo chiesto direttamente alla Commissione, senza avere nessuna risposta. Di tutto quanto precede  abbiamo informato il Prefetto.  Scicli, “Città mai stata mafiosa”, attende ancora quanto le spetta di diritto.

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Posted on 26 Luglio 2016 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva, Comitato di Volontariato Tutela Salute Ambiente Territorio di Scicli, Cultura, Economia. Bookmark the permalink.
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BASTA CON I RIFIUTI! AZIONI URGENTI E POSSIBILI

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