LA CITTÁ DEI BAMBINI, LA CITTÁ DELLA SALUTE, LA CITTÁ DI TUTTI
LA CITTÁ DEI BAMBINI, LA CITTÁ DELLA SALUTE, LA CITTÁ DI TUTTI
LE GRANDI CITTÁ VOGLIONO IMITARE LE PICCOLE
Scicli è la Città perfetta. Ma ancora non lo sa.
L’urbanistica è stata fondamentale nel XIX secolo per la riduzione di epidemie e di patologie infettive attraverso nuove regole di edilizia che hanno migliorato l’igiene, separato le zone residenziali e industriali.
Oggi una mobilità ridisegnata, spazi dedicati (anche “bambinopoli” pulite ed efficienti) e la pianificazione urbana possono ridurre grandemente le malattie non trasmissibili, come cardiovascolari e diabete, i traumi stradali, promuovendo la salute e il benessere dei cittadini
Le grandi città riscoprono i quartieri o, se volete, vogliono diventare come le piccole. E le piccole? Debbono pensarsi come le grandi città, senza però desiderare di diventare come loro. Liberando per primi i bambini dalla schiavitù delle automobili.
Una città pensata per i bambini andrà bene per i genitori e, perciò, per tutti.
Anche a SCICLI può funzionare così.
Sono fatte così, sintetizzando, le città ideali: più compatte!. Tutto più vicino: alloggi, uffici, negozi servizi. Più vicine le piste ciclabili, più vicine e più ampie le zone pedonali, il tutto per consentire di combinare, in tempi compatibili con la vita civile e familiare, la camminata a piedi e la bicicletta – muscolare o elettrica — con il bus.
Altrimenti, la popolazione è costretta agli alti costi del sistema automobilistico privato, alla riduzione dell’attività fisica, a subire a un aumento dell’inquinamento atmosferico e di incidentalità sulle strade.
Il tutto implica un impoverimento dello stato di salute, in particolare dovuto a un aumento del rischio di patologie croniche favorite dalla sedentarietà (diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari) di disturbi associati alla scarsa qualità dell’aria e, infine, di traumi per incidentalità.
Tutto insomma va distribuito a una walking distance, cioè a una distanza tale da consentire di muoversi a piedi. La città compatta è pensata in modo che, una volta usciti di casa o dall’ufficio, nell’arco di qualche metro sia prevista una fermata dei mezzi pubblici. In na città compatta l’uso dei mezzi di trasporto sostenibili, pubblici (navette) o individuali (biciclette), diventa gradualmente più semplice, sino a limitare l’uso dell’automobile, uno strumento inquinante e pericoloso, in grado di togliere serenità ai genitori e libertà ai bambini, in sostanza provocando danni e fastidi a tutti..
Scicli è la città perfetta. Si sviluppa su una superficie limitata e compatta, con un anello di strade che la circonda e l’attraversa, da un estremo all’altro della città, ovvero da Jungi a San Nicolò, che sono tutte percorribili da navette. Gli abitanti dei quartieri interni possono raggiungere a piedi questo anello e fruire facilmente del servizio di trasporto pubblico.
Vi sono poi le stradine interne che possono essere dedicate solamente al traffico residenziale, dove già la velocità massima è bassissima, e che rendono sufficientemente sicura la condivisione con pedoni e ciclisti, dando modo di collegare il centro città ai quartieri periferici, per primo Jungi.
Insomma, i bambini (e i genitori!) debbono essere per quanto possibile svincolati dalla schiavitù del trasporto in automobile per raggiungere le destinazioni urbane.
I bambini hanno bisogno di muoversi e di raggiungere le destinazioni in autonomia, perché solo così cresce l’autostima, migliora la salute. E perché, sia chiaro, qualche ora in palestra, per chi se le può permettere, non sono sinonimo di salute, perché la salute non si pratica per qualche ora alla settimana e per di più al chiuso! La palestra è complementare alla vita all’aria aperta e allo stile di vita.
Pedibus è il nome di iniziative con le quali i ragazzini arrivano a scuola a piedi o in bicicletta. L’iniziativa viene attivata dopo aver riprogettato la mobilità del quartiere, lavorando insieme studenti, insegnanti, genitori esperti, polizia municipale. Nel progetto è compresa la chiusura almeno temporanea del traffico veicolare nelle vie strategiche di accesso alla Scuola (questo lo fanno anche a Marina di Ragusa).
Ovviamente, il trasporto delle persone deve comprendere la revisione della modalità di collegamento fra le Frazioni e il centro (d’estate potrà essere l’autobus scoperto già proposto all’attenzione del GAL), il miglioramento dei collegamenti fra il centro e le periferie (esempio: contrada Genovese).
I parcheggi periferici (contrada Zagarone e Aree di San Nicolò) completeranno il quadro della mobilità urbana a in accesso alla città.
Le politiche di pianificazione urbana e della mobilità possono incidere sulla salute, in maniera positiva o negativa. Scicli è la città perfetta, ma non lo sa. O forse si è fatto di tutto per farlo dimenticare ai suoi Cittadini. Ma la rotta può essere invertita.
Qui una serie di articoli, casi-studio e commenti in tema di progettazione urbana, trasporti e salute, firmati da esperti della University of Melbourne e University of California.