spasmi cerebrali
Ormai evocare la comunicazione politicamente corretta o se vogliamo sobria, composta e rispettosa della dignità dell’avversario viene ritenuto un deplorevole esercizio di ipocrisia. Viviamo nella stagione in cui il pensiero riflesso e i suoi riverberi comunicativi sono accreditati come sincerità!!!!!!!! Dire o meglo “vomitare” tutto ciò che la mente e molto più spesso le viscere ci dettano è apprezzato come abilità comunicativa ( bravo, non la manda a dire è l’adagio che sottolinea la validazione sociale di queste modalità della comunicazione e della relazione) !!!! Così ci piace!!!!!!. Eppure qualche tempo fa la saggezza suggeriva che non tutto quello che si pensa deve essere detto, ma tutto ciò che si dice deve essere pensato. O tempora o mores!!!!! Tutto quanto precede, al netto della “flessibilità” comunicativa che sa essere “felpata” con gli amici e corrosiva con i “nemici”. Credo di invecchiare….o sono già invecchiato……….???? Oviamente non sono per la “pedagogia del silenzio” ma se la comunicazione è il veicolo della relazione deve guardare lontano ed alla irrinunziabilità di non compromettre – nel futuro- la dimensione dialogica. Buona giornata a tutti….buona giornata….con l’elmetto….
Giovanni Scifo