LE CANDIDATURE SICILIANE A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA
SULLE CANDIDATURE SICILIANE
A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2020
La candidatura doveva essere presentata da ogni singola Città interessata entro il termine improrogabile del 31 maggio 2017, tramite circostanziata lettera di intenti inviata al Ministero competente. Risulterebbe che le città siciliane che hanno adempiuto sono 6: Agrigento, Messina, Ragusa, Catania, Siracusa, Noto. Noto e Modica (che non ha presentato nulla), per un accordo interno dovrebbero in qualche misura condividere la candidatura.
Poiché nel 2018 Capitale Italiana della Cultura sarà Palermo, da qualcuno sono state fatte notare sia l’improbabilità che la scelta possa nuovamente ricadere in Sicilia a soli due anni distanza, sia la gravità sottesa alla mancanza di dialogo fra le città, dimostrato dalle numerose candidature.
Per questa ragione, Catania e Siracusa hanno responsabilmente ritenuto di fare un passo indietro e di appoggiarsi a Noto, rinunciando a presentare il circostanziato dossier di circa 100 pagine che ogni città dovrà presentare al Ministero a sostegno della propria candidatura, entro la scadenza perentoria del 15 settembre prossimo. Mentre, le altre tre proseguiranno ciascuna con autonomo cammino.
Noto, a quanto risulta, si è preparata per tempo e molto propriamente, deliberando in Giunta e assegnando un budget per la stesura del dossier. Molto argutamente, ha poi affidato questo compito a Federculture, profonda conoscitrice dei criteri e dei meandri che caratterizzano le valutazioni ministeriali dei progetti.
Ora, si può essere certi che il dossier dovrà necessariamente concentrarsi sulle Città direttamente coinvolte, dalla proponente (Noto), alle due retrocesse volontariamente (Catania e Siracusa), alla quarta implicata sin dall’inizio mediante un accordo interno con la capofila (Modica).
Ed è altamente improbabile che nello stesso dossier possano ottenere più di una qualche menzione tutte le altre città che fanno parte dei siti UNESCO coinvolti, ovvero “Città Tardo Barocche” (8 in tutto, e fra queste Scicli) e quelle del sito “Siracusa e Necropoli Rupestri di Pantalica” (4 Comuni).
Il presunto ruolo dell’Associazione Distretto Culturale del Sud Est, infine, si è rivelato, come era da subito comprensibile, un mero errore di trascrizione giornalistica. Ovviamente, ulteriori precisazioni e integrazioni, supportate da riferimenti chiari ed espliciti, non potranno che arricchire la conoscenza di fatti molto importanti per le nostre comunità.