IL CASO ACIF: ANNULLARE LE AUTORIZZAZIONI
L’Autorizzazione Integrata Ambientale A.I.A. è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto e ne stabilisce le condizioni che garantiscono la conformità ai requisiti fissati dalla legge.
Le “conferenze di servizi” costituiscono una fase estremamente delicata del procedimento di AI.A.. Esse hanno lo scopo di facilitare l’acquisizione, da parte della Pubblica Amministrazione, di autorizzazioni e di altri atti necessari, mediante la convocazione e la riunione degli enti che debbono esprimere le decisioni.
La conferenza di servizi può essere considerata una semplificazione del procedimento autorizzativo, perché coordina la pluralità degli interessi coinvolti al fine di soppesarli ed aggregarli in vista della decisione finale. In altre parole, gli Enti implicati nel processo decisionale si riuniscono esaminare collegialmente il progetto, ogni Ente fornisce il proprio giudizio e i lavori debbono concludersi entro un tempo massimo di 90 giorni.
Le conferenze di servizi che stanno alla base dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ad ACIF srl con atto n.218 del 3 marzo 2016 sono ricolme di irritualità. Una di queste riguarda la partecipazione alle conferenze: appena 3 su 10 convocati la prima, 2 su 12 la seconda, 2 su 13 la terza. All’ultima conferenza partecipa un solo ente, il cui rappresentante peraltro andato via anzitempo. E nessuna traccia di un verbale conclusivo nel quale si riportano le decisioni collegiali.
Insieme a questa, altre sono evidenziate nella nota consegnata dal Comitato di Volontariato per la Tutela della Salute dell’Ambiente e del Territorio di Scicli al Governo della Regione e agli Uffici regionali.
Anche se laborioso, l’esame condotto è semplice sul piano del metodo. Basta richiedere con accesso agli atti i verbali completi delle conferenze e confrontare il contenuto con quanto è riportato nell’atto autorizzativo. A pagina 6 del 218/2016 è riportato un elenco dei 13 enti invitati alle conferenze di servizio e, più sotto, segue altro elenco, con gli Enti / Uffici e i relativi pareri “rilasciati nel ciclo delle predette Conferenze di Servizi”.
Questo ultimo elenco dei pareri è, in realtà, un elenco di irritualità, una più significativa dell’altra.
a) Il parere del Sindaco di Scicli è obbligatorio (“salute dei cittadini”), ma non è stato reso. Il Sindaco di Scicli (Commissario Straordinario) non ha mai partecipato alle conferenze.
b) Il pronunciamento del Consiglio Comunale di Scicli sulla variante urbanistica, come richiesto anche dall’Ufficio Tecnico Comunale, non è stato espresso. La Commissione Straordinaria, oltre a non aver mai partecipato alle conferenze, non si è mai pronunziata con i poteri del Consiglio Comunale.

c) L’ARPA – Struttura Territoriale di Ragusa, il cui parere è obbligatorio, NON ha espresso alcun parere favorevole. L’ARPA ha anzi dichiarato che il progetto esaminato in sede AIA ha subito tante di quelle modifiche che andrebbe sottoposto ad altra VIA. Tanto che l’ARPA, massima autorità in riguardo ai controlli ambientali, chiederà il ritiro dell’A.I.A. in autotutela
d) Il Genio Civile, “per mera svista” (a detta dei funzionari regionali) è chiamato a partecipare alle conferenze solo dalla terza in poi. Ma non ha effettuato la valutazione della compatibilità idraulica, valutazione obbligatoria, visto che il progetto prevede lo sversamento dei reflui in corpo idrico naturale (torrente Modica – Scicli).
e) Il Genio Civile di Ragusa, ha espresso “parere favorevole”, SOLO sulla variazione urbanistica, in maniera irrituale e solo successivamente al parere del Dipartimento Regionale Urbanistica, mentre il parere del Genio è propedeutico (cioè deve essere espresso prima del parere del D.R.U.).
f) Il servizio 4 del Dipartimento Urbanistica ha espresso “parere favorevole” prima ancora di accogliere il parere del Genio Civile, che avrebbe dovuto essere espresso prima.
g) Il Servizio 2 Tutela Inquinamento Atmosferico del Dipartimento dell’Ambiente ha espresso un parere favorevole, ma “con prescrizioni” pesantissime, che di fatto richiedono la redazione di un altro progetto.
h) Il Servizio 7 Pareri Ambientali del Dipartimento dell’Ambiente ha espresso un parere favorevole dopo la chiusura del ciclo delle conferenze di servizio e “con prescrizioni” pesantissime, che di fatto richiedono la redazione di un altro progetto.
i) La Provincia regionale di Ragusa ha espresso “parere favorevole”, ma “con prescrizioni” pesantissime, che di fatto richiedono la redazione di un altro progetto e comunque a condizione che venissero acquisiti tutti i pareri degli altri Enti. Successivamente, nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Territorio del 4 maggio 2016 ha espresso il ritiro del parere favorevole, con dichiarazione rilasciata del Commissario Straordinario Dario Cartabellotta.
j) La SRR ATO 7 Ragusa ha ritirato il parere.
k) Gli altri Enti non hanno mai partecipato alle conferenze – come invece è prescritto – e hanno inviato il loro parere addirittura alla prima conferenza, esprimendosi su un progetto che – come esplicitamente dichiarato dall’ARPA – è stato completamento modificato nel corso dei lavori, tanto che avrebbe dovuto essere rifatta persino la Valutazione di Impatto Ambientale.
l) Manca inoltre la V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica), assolutamente obbligatoria, visto che la destinazione urbanistica che si richiede esprime un livello di rischio ambientale assai superiore rispetto allo stato di fatto; mentre, successivamente la Regione Siciliana chiederà la VAS per la variante urbanistica di cui alla Delibera C.C n. 5 del 19.01.2015 da zona agricola E4 a zona agricola di tutela ambientale E1!
m) Si aggiungono numerose incongruenze e fra queste si pone in evidenza che, incredibilmente, i verbali delle conferenze di servizi indirizzati al Comune di Scicli sono stati inesplicabilmente inviati alla “Commissione Straordinaria presso Comune di Modica”.
Fra i fatti emersi è che la Commissione Straordinaria non ha mai ritenuto di partecipare alle Conferenze di Servizi per rappresentare il punto di vista del Sindaco, obbligatorio nei procedimenti che riguardano impianti che possono incidere sulla salute dei cittadini. E neppure si è espressa con i poteri del Consiglio Comunale, cosa che sarebbe stata assai semplice, in quanto si sarebbe dovuta limitare a comunicare che tutti i Consigli Comunali dei Scicli sin dal 2010 hanno espresso delibere di tutela crescente dell’area in questione.
In merito alla tutela dei luoghi, appare particolarmente grave che sempre alla pagina 6 del decreto 218 si legga che il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Scicli “in data 10/7/2015” (lo stesso giorno in cui la ditta lo richiede) “risulta che la destinazione urbanistica ricade nella zona E4”, ovvero in zona agricola. Eppure, il 19 gennaio 2015 il Consiglio Comunale – giusto poco prima che arrivasse lo “scioglimento per mafia”, aveva deliberato con urgenza il passaggio da E4 a E1, ovvero zona agricola sottoposta a tutela.
La domanda a questo punto è: perché la Commissione non ha inviato a Palermo la delibera consiliare? E come mai nel decreto 218 sparisce l’annotazione presente nel certificato rilasciato dal Comune di Scicli, ovvero che è in corso il passaggio da E4 a E1?
Ma il vero quesito è: chi spinge con tutte le sue forze e con ogni mezzo, lecito e meno lecito, affinché una vallata rurale prossima all’abitato di Scicli si trasformi in una appendice del petrolchimico di Priolo e di Gela?
Forse per eccesso di sicurezza nell’impunità sono stati commessi scivoloni dai quali non è pensabile rimettersi in equilibrio. Il decreto 218/2016 va annullato in autotutela e le irritualità contenute fanno escludere che il territorio possa rimetterlo in discussione.
[i] Le conferenze di servizi sono oggi normate dall’art. 1 comma 1 del D.Lgs 127 del 30 giugno 2016, in attuazione dell’art. 2 della legge 124 del 7 agosto 2015
[ii] Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti