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DENUNCE E SEQUESTRI NON BASTANO: ANNULLARE L’AUTORIZZAZIONE REGIONALE ALL’ACIF

 

Scicli, 13 giugno 2018 – Casa delle Associazioni, via Musso 1

Conferenza Stampa

Piattaforma di trattamento rifiuti pericolosi e non pericolosi

Scheda informativa

 

 Premessa

Con decreto n. 218 del 3 marzo 2016 il Dipartimento Regionale della acque e dei rifiuti dell’Assessorato Regionale dell’Energia approvò l’Autorizzazione Integrata Ambientale del “Progetto per l’ampliamento dell’attività di gestione dei rifiuti della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non presso il comune di Scicli (RG) in c.da Cuturi in variante allo strumento urbanistico”.

 Conseguentemente l’area è stata trasformata d’ufficio da zona agricola a zona industriale (D5).

L’impianto dista in linea d’aria 1800 metri (km. 1,8) dal centro abitato di Scicli.

Il decreto, in una superficie di circa 40.000 mq., prevede la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti di 200.000 (duecentomila) tonnellate annue – equivalenti a 800 tonnellate giornaliere (calcolate per 250 giorni lavorativi) – di cui 85.000 non pericolosi e 115.000 pericolosi (art. 5). L’elenco dei rifiuti previsti riempie tutto l’art. 6 del decreto, da pag. 15 a pag. 33.

Inoltre prevede che i TIR accedano all’impianto percorrendo la statale 115 e la provinciale n. 38 (localmente conosciuta come la strada di Piano Ceci), che è una vecchia e tortuosa strada di campagna (ma stupenda per gli squarci panoramici che offre), a suo tempo tracciata per muli e carretti, di fatto in disuso, a parte lo scarso traffico per le campagne locali.

Prevede ancora che le acque di scarico siano adeguatamente depurate (dichiara tra l’altro che l’impianto “proposto per il trattamento delle acque oleose non appare sufficientemente idoneo“, art. 5, comma 9) prima di essere scaricate “nel corpo idrico Fiumara di Modica”(comma 8).

ll bacino idrico della Fiumara di Modica, in cui si prevede lo scarico delle acque oleose (subito a monte del centro urbano) delimita il lato ovest dell’abitato e sbocca – dopo qualche Km –  nel mare di contrada Arizza, la spiaggia sabbiosa più grande del litorale di Scicli, a due passi dalla borgata di Donnalucata.

Inoltre proprio nelle vicinanze dell’ipotizzato scarico esiste una delle fonti di approvvigionamento idrico della città.

Il processo di trattamento dei rifiuti della prevista piattaforma, da quello che si evince dal decreto, prevede in uscita materiale riutilizzabile, che sarà avviato con i TIR ad altri impianti; sostanze gassose e fumi, che si disperderanno nell’aria; sostanze liquide (le “acque oleose”), che confluiranno, come detto, nel bacino idrico Fiumara di Modica; e infine materiali inerti non riutilizzabili, che saranno avviati in discarica.

Tutta l’area è a forte rischio sismico.

La ditta interessata, la A.CI.F, non sembra avere né i mezzi economici (capitale sociale 12.000 euro), né i supporti tecnici per realizzare e soprattutto gestire un impianto di tal fatta e di tale delicatezza; in caso di incidenti, sempre possibili, con quali risorse tecniche e mezzi finanziari sarà in grado di intervenire? Peraltro, nello scorso 16 gennaio 2018 è stato parzialmente revocato il finanziamento ottenuto dal MISE; e richiesta la restituzione di € 809.505,15, oltre interessi legali.

Scarica tutto il documento180612-ACIF-IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – 180613

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Posted on 13 Giugno 2018 by adminscicli. This entry was posted in ambiente, Cittadinanza attiva, Comitato di Volontariato Tutela Salute Ambiente Territorio di Scicli. Bookmark the permalink.
CASO ACIF DI SCICLI: A CHI APPARTIENE LA REGIONE SICILIANA?
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