LINEE GUIDA PER LA DIFESA ATTIVA DELLA SALUTE E DEI TERRITORI
Senza sminuire il ruolo di quelle imprese che lavorano correttamente e di quei funzionari onesti che nelle pubbliche amministrazioni non sempre godono di vita facile, è ormai concetto assodato che in Sicilia, nel comparto dei rifiuti, agisce quell’alta mafia che ormai da tempo si identifica con porzioni dello Stato, insieme alle lobby affariste che operano sulle discariche, sugli impianti di trattamento dei rifiuti e sui trasporti. Insieme, difendono le discariche esistenti, anche quando il malfunzionamento ammorba interi territori, ne promuovono di nuove senza alcun rispetto delle popolazioni locali e, con il loro comportamento, rendono lecito ipotizzarne un ruolo nella distruzione e nei danneggiamenti degli impianti di compostaggio, in quanto capaci di ridurre sensibilmente il carico dei rifiuti da riversare in discarica a pagamento.
In forza del connubio fra le lobby, le amministrazioni regionali (sempre) e talvolta anche quelle degli Enti locali, le autorizzazioni degli impianti per il trattamento dei rifiuti o delle discariche godono di facile via libera, nel rispetto solo apparente delle regole o, talvolta, al di là di ogni regola. Il ricorso ai Tribunali Amministrativi non è peraltro esente da rischi dovuti ad accordi fra i poteri forti e dalle condanne alle spese che da un certo tempo vengono comminate alle associazioni ricorrenti, condanne che sembrano assumere carattere di vere e proprie sanzioni dissuasive. È successo a Legambiente sia nel caso di Siracusa che, in misura minore, a Scicli.
Per quanto si possa riconoscere che di impianti di trattamento dei rifiuti vi è bisogno, in questo desolante quadro di riferimento caratterizzato da collusioni e corruzioni e vari livelli, la voce dei cittadini pare non avere nessun valore, la stessa tutela proveniente dai Tribunali amministrativi è divenuta aleatoria, persino le Procure paiono a volte sonnecchiare, specie nelle piccole città, dove le relazioni professionali e private si intrecciano e possono divenire di ostacolo alla serena azione della Giustizia.
Il Comitato di Scicli mette a disposizione del Coordinamento dei Comitati la seconda bozza di Linea Guida per la Tutela della Salute e dei Territori, con l’invito a voler aggiungere le proprie esperienze e i propri contributi provenienti dalle lotte trascorse e da quelle in corso.
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