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PROGETTO STRATEGICO “GREENET SICILIA – RETE DI GREENWAYS IN SICILIA”

COORDINAMENTO UNESCO SICILIA – CUNES SICILIA

PROGETTO STRATEGICO “GREENET SICILIA – RETE DI GREENWAYS IN SICILIA”

Una strategia per la riconnessione dei territori di eccellenza attraverso mobilità dolce intermodale

 

 OBIETTIVO. La riconnessione dei territori di eccellenza, quali quelli afferenti alle città UNESCO, costituisce l’azione primaria per la rivitalizzazione degli stessi, sia di natura economica che culturale e strategica, nel senso che innesca una serie di processi virtuosi, i quali a loro volta generano ulteriori processi di crescita, consapevolezza e ulteriori progettualità. I 7 siti UNESCO della Sicilia e i 43 Comuni da essi coinvolti, tutti riuniti in assemblea plenaria nel Coordinamento UNESCO Sicilia – CUNES, hanno approvato all’unanimità una idea-progetto che consiste nel collegamento dei siti UNESCO mediante percorsi di mobilità dolce intermodale bici – treno, sul modello delle Vias Verdes spagnole.

  1. PROGETTO CUNES GREENET – SICILIA prevede la realizzazione in Sicilia di una GREENET-RETE di greenways, che, utilizzando prioritariamente i sedimi ferroviari dismessi, integrati ove necessario da viabilità rurale, o secondaria o maggiore, ma di fatto scaricata da traffico veicolare, costituisca il sistema arterioso di connessione in Sicilia, tra le aree di eccellenza e i territori inseriti nella WHL dell’UNESCO.
  1. BASE NORMATIVA. Il riconoscimento delle ferrovie dismesse e degli argini di fiume quali elementi portanti di un sistema di mobilità dolce avviene con la L. 366/98, alla quale susseguono provvedimenti anche su basi regionali, sino al Piano Straordinario della mobilità Turistica previsto nel DL 31 maggio 2014 n.83 (G.U.- serie generale – n. 125 del 31 maggio 2014), coordinato con la legge di conversione 29 luglio 2014, n. 106,   (GU Serie Generale n.175 del 30-7-2014).

Al comma il Piano 1 favorisce la fruibilità del patrimonio culturale con particolare attenzione alle destinazioni minori, rappresentate dal Sud Italia e alle aree interne del Paese. Al comma 3 dichiara che per favorire la realizzazione di percorsi   pedonali,   ciclabili,   equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari, le case cantoniere, i caselli e le stazioni ferroviarie o marittime, le fortificazioni e i fari, nonché ulteriori immobili di appartenenza pubblica   non utilizzati o non utilizzabili a scopi istituzionali, possono essere concessi in uso gratuito a soggetti che soddisfino determinati requisiti, comprese le società cooperative.

Più esplicito se possibile il comma 3 – ter, nel quale si legge che “Al fine di potenziare l’offerta turistico – culturale e di valorizzare con azioni congiunte il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della nazione, nell’ambito del Piano strategico nazionale per lo sviluppo del turismo in Italia, assumono priorità i progetti di valorizzazione del paesaggio, anche tramite l’ideazione e la realizzazione di itinerari turistico – culturali dedicati, inseriti nei circuiti nazionali di cui al comma 2 e nei percorsi di cui al comma 3. Gli itinerari sono finalizzati a mettere in rete i siti di interesse culturale e paesaggistico presenti in diversi territori, migliorandone la fruizione pubblica. A tal fine, le regioni e gli enti locali, singoli o associati, predispongono, d’intesa con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e con il Ministero dello sviluppo economico, appositi progetti, elaborati sulla base dell’analisi dei territori e della mappatura delle risorse nonché della progettazione di interventi concreti e mirati a favorire l’integrazione turistica.”

 4. LA MOBILITÁ NON MOTORIZZATA IN SICILIA. In tema di itinerari di mobilità non motorizzata la Regione Sicilia ha approvato il Piano per la Mobilità non Motorizzata con decreto dell’Assessore per il Turismo, le Comunicazioni ed i Trasporti del 6 giugno 2005 (GURS 1 luglio 2005, n. 28), frutto del lavoro di un tavolo tecnico istituito con decreto n. 52 del 10 aprile 2002 e costituito da soggetti pubblici e associazioni di categoria (FIAB- Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Associazione Italiana Greenways, altri). Il “Piano della mobilità non motorizzata in Sicilia” per la realizzazione di una rete regionale di mobilità alternativa di trasporto a basso o nullo impatto ambientale (mobilità “dolce”) è fondato sull’utilizzazione prioritaria dei sedimi delle linee ferroviarie dismesse e di altra viabilità minore o secondaria, senza trascurare che la legge 366/98 dà la possibilità di utilizzare per medesimi fini gli argini dei corsi d’acqua.

5. INQUADRAMENTO INTERNAZIONALE, TRANSFRONTALIERO E NAZIONALE. Per quanto riguarda la mobilità lenta, o dolce e comunque non motorizzata la Sicilia è coinvolta in iniziative di respiro sia europeo, che nazionale e internazionale. Infatti, il territorio dell’Isola è incluso nel grande progetto europeo Eurovelo con il corridoio ciclabile Eurovelo n. 7 – Capo Nord – Malta; nel territorio isolano il percorso si snoda lungo la costa est e poi sud, sino a raggiungere Pozzallo, punto di imbarco per Malta. Il progetto nazionale di mobilità ciclistica Bicitalia utilizza il medesimo corridoio e prosegue sino a Palermo, lungo la costa sud, costeggiando il Canale di Sicilia. Gli itinerari internazionali (interfrontalieri) di mobilità ciclistica sono rappresentati dal SIBIT (Sustainable Inter-Regional Bike Tourism), che lega Malta con le provincie siciliane che si affacciano sul Canale di Sicilia sia mediante un itinerario costiero, che attraverso percorsi che connettono le aree interne dei territori.

6. LA MOBILITA DOLCE INTERMODALE PER LA CONNESSIONE DEI SITI UNESCO E DEI PARCHI. La Sicilia annovera 7 siti UNESCO, coinvolgendo 43 città. I Siti sono: da Piazza Armerina – Villa Romana del Casale (1997), Area Archeologica di Agrigento (1997), Isole Eolie (2000), Città tardo Barocche del Val di Noto (2002), Siracusa e le Necropoli Rupestri di Pantalica (2005), Monte Etna (2013); di recente approvazione il sito Arabo Normanno – Cefalù. Di non minore importanza, in quanto intimamente legato allo stile di vita mediterraneo che perfettamente si confà al visitatore lento, è il riconoscimento della Dieta Mediterranea nella WHL UNESCO. Sono inoltre presenti i Parchi Regionali Fiume Alcantara, Etna, Nebrodi, Madonie, Aree Marine Protette e numerose Riserve Regionali. I Siti, molte delle città Unesco, molti centri urbani e luoghi di pregio seppure non appartenenti al WHL, i Parchi e numerose Riserve sono di fatto attraversati, lambiti o comunque connessi reciprocamente dal sistema di mobilità lenta approvato dalla Regione Sicilia.

7. IL PARCO PROGETTI ESISTENTE. Con il Decreto Assessorato del Turismo, delle Comunicazioni e dei Trasporti del 5 febbraio 2009 (GURS 13 marzo 2009) “Programma operativo FESR 2007/2013 – Linea di intervento 3.3.2.4 “Attivazione di un piano strategico regionale per la mobilità dolce e/o non motorizzata (sedime ferroviario, greenways)” – Individuazione delle localizzazioni degli interventi.”la Regione Siciliana riconosce la valenza strategica del recupero delle ferrovie dismesse attraverso la conversione in “greenways”… “coniugando in tal modo, l’esistenza di attrattori culturali – archeologici o naturali con la esistenza di percorsi già tracciati incrementandone l’attrattività turistica;”.  Anche se la linea di intervento 3.3.2.4, come è ormai fatto noto, prima frammenta gli interventi distribuendoli a pioggia nel territorio isolano e poi non si rivelerà in grado, per varie ragioni che qui non si affrontano, di produrre una graduatoria definitiva fra i numerosi progetti pervenuti, si ha in tal modo la dimostrazione che la questione del recupero delle vie di comunicazione lenta e principalmente del sedime delle ferrovie dismesse assume per il legislatore Isolano una valenza strategica, sia pure connessa ad una valorizzazione di località che prescinde dalla messa in circuito, trattandosi di interventi “spot” sul territorio.

  1. AZIONE RICHIESTA DA PARTE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE. Argomenti di confronto sono elencati in forma succinta. Essi attengono il riconoscimento del valore strategico delle rete per la promozione e la valorizzazione dei territori di eccellenza; costituzione di un Tavolo Tecnico che coinvolga direttamente all’interno del progetto RFI, in qualità di partner e attori attivi, affrontando i seguenti punti:
  • riconoscimento del valore storico, paesaggistico ed ambientale delle tratte dismesse o non in uso, e quindi necessità di una adeguata tutela e manutenzione, anche in riferimento alla sicurezza e all’igiene dell’ambiente e delle persone;
  • esosità dei canoni richiesti attualmente da RFI per la cessione delle tratte ferroviarie dismesse o non più in esercizio nella Regione Sicilia;
  • concessione in comodato d’uso gratuito, con manutenzione e mantenimento dei beni, delle tratte ancora di proprietà RFI, dismesse o non più in uso, funzionali e strategiche per l’attivazione della GREENET tra i territori UNESCO Sicilia;
  • intermodalità treno + bici con utilizzo delle stazioni attive e dotazione di vetture predisposte per il trasporto bici;
  • tutela delle tratte ferroviarie dismesse, o per qualsiasi ragione non più in esercizio presenti sul territorio della Regione Sicilia, da considerare opere infrastrutturali di valore storico, di pregio paesaggistico, nonchè di elevata utilità trasportistica. In accordo con quanto disposto dall’art. 8 della L. 366/98, dette tratte sono ritenute fondamentali sia ai fini del trasporto non motorizzato che della promozione e dello sviluppo della mobilità pedonale e ciclistica e, più in generale, della mobilità lenta o dolce;
  • utilizzo strategico dei manufatti e fabbricati annessi all’uso ferroviario, quali caselli, edifici vecchie stazioni, depositi, ecc, con modalità e regole coerenti con il raggiungimento dell’obiettivo principale del progetto.
  1. RISULTATI ATTESI. Penetrazione capillare e qualificata nelle aree di pregio identificate dai siti di eccellenza della WHL List. Le greenway, ricavate principalmente dalle ferrovie dismesse e strade secondarie, nonché attraverso l’attivazione di meccanismi di complementarietà con il trasporto ferroviario esistente, possono costituire quella “ossatura portante”, quella rete che, grazie un’infrastruttura dolce per la mobilità lenta e sostenibile, apporta ai territori attraversati e serviti una linfa di fruizione qualificata,- e quindi di turismo-, in grado di rivitalizzare interi territori. Il loro sviluppo infatti avviene sulla valorizzazione delle risorse di pregio presenti, collegata all’aumento delle potenzialità dell’imprenditoria legata al turismo di qualità e ai servizi ad esso connessi.

LE SCHEDE

  1. Anello Sud Est- Siti: Val di Noto – Siracusa Pantalica
  2. Asse Orientale Nord Sud – Siti: Val di Noto – Siracusa Pantalica – Etna – Eolie
  3. Asse Sud Est – Centro – Siti: Val di Noto – Siracusa Pantalica – Caltagirone – Piazza Armerina
  4. Asse Occidentale Nord – Sud – Siti: Palermo – Agrigento
  5. Assi di collegamento Est – Ovest
  6. Anello Sud Est

Siti: Val di Noto – Siracusa Pantalica. Aree naturali/di pregio: Anapo – Pantalica, Vendicari, Foce Irminio e altre minori; Fornace Penna. Tratte ferroviarie dismesse: è quello congiungente la Riserva Anapo – Pantalica (Comune di Cassaro) a Ragusa. Altro tratto di pregio è il Noto – Pachino. La viabilità ordinaria da attrezzare con segnaletica è compresa fra Siracusa e Sortino, da Ragusa alla costa sud (via Modica e Scicli). Il tratto lungo la costa sud da Scicli a Pachino è già attrezzato dalla segnaletica del progetto internazionale SIBIT.

Intermodalità: stazioni di Siracusa, stazioni della linea Siracusa – Ragusa – Gela.

 

  1. Asse Orientale Nord Sud

Siti: Val di Noto – Siracusa Pantalica – Etna – Eolie. Aree naturali/di pregio: Plemmirio (SR), spiagge, Timpa di Acireale, Etna, le Eolie. Tratte ferroviarie dismesse: Acireale – Guardia Mangano (Timpa di Acireale), Ortigia – Targia (già in funzione come greenway). La viabilità ordinaria da attrezzare con segnaletica è compresa fra Siracusa e Catania, da Catania a Giardini Naxos.

Intermodalità: stazioni di Siracusa, Catania, Taormina – Giardini Naxos, Messina, Milazzo

 

  1. Asse Sud Est – Centro

Siti: Val di Noto – Siracusa Pantalica – Caltagirone – Piazza Armerina – SS192. Aree naturali/di pregio: Parco Minerario di Floristella, Aidone – Morgantina – Tratte ferroviarie dismesse: Caltagirone – Piazza Armerina – Dittaino – Viabilità ordinaria: Giarratana – Vizzini – Caltagirone; Parco di Floristella – Dittaino.

Intermodalità: stazioni di Caltagirone, Dittaino, Enna bassa.

 

  1. Asse Occidentale Nord – Sud

Siti: Palermo – Agrigento. Tratte ferroviarie dismesse: Palermo – Monreale; Corleone – Burgio; Ribera – Magazzolo – Agrigento. Viabilità ordinaria: Palermo – Corleone; Burgio – Ribera

Intermodalità: Palermo, Agrigento

 

5 . Assi di Collegamento Est – Ovest

  1. Palermo – Cefalù: Intermodale fra SS 113 e Treno
  2. Agrigento – Piazza Armerina: Ferrovie dismesse AG – Delia – Viabilità secondaria
  3. Giardini Naxox – Cefalù: Ferrovia dismessa dell’Alcantara (Giardini – Randazzo) – Parchi: Etna, Nebrodi, Madonie; Viabilità ordinaria: SS120, strade del Parco Madonie

CONCLUSIONI E PROSPETTIVE

Il collegamento fra i 7 Siti UNESCO Siciliani tramite percorsi di mobilità dolce si avvale di una stretta collaborazione con il trasporto ferroviario, secondo il modello spagnolo.

Attualmente, l’ipotesi 1. Anello del Sud Est, in grado di connettere Val di Noto con Siracusa – Pantalica e, mediante itinerari su rete viaria secondaria, raggiungere la Villa del Casale, si giova di 4 progetti di trasformazione (1 preliminare, 1 esecutivo, 2 definitivi) della ferrovia dismessa Cassaro – Ragusa che coprono praticamente l’intero percorso ferroviario passibile di conversione. Attualmente, i progetti sono in fase di armonizzazione reciproca da parte dell’Ufficio Tecnico dell’ex Provincia di Ragusa al fine di pervenire ad un elaborato con caratteristiche comuni di efficienza ed efficacia.

L’ipotesi 3. Asse Sud Est – Centro Sicilia, in grado di connettere il Val di Noto con la Villa del Casale e successivamente: la diramazione per Aidone – Morgantina, il Parco Minerario di Floristella, la ferrovia Catania – Palermo (nel tratto Valle del Dittaino / stazione Enna), si giova di circa 9 km realizzati negli anni 2000 con il Patto Territoriale (San Michele di Ganzaria – Staz. San Salvatorello nei pressi di Caltagirone) e di altri progetti esecutivi presentati con la misura 3324.

L’ipotesi 4. Asse Occidentale Nord – Sud si giova di circa 60 km già realizzati con progetto di conversione della tratta Corleone – San Carlo (L. 366/98).

L’ipotesi 5. Asse di collegamento Est Ovest si giova della conversione della ferrovia dell’Alcantara (circa 50 km) e della SS 120 che lambisce l’Etna e le catene montuose tirreniche (Peloritani, Caronie, Nebrodi, Madonie, con i rispettivi Parchi e Aree Naturali.

GREENET SICILIA si giova in definitiva della conversione di alcune tratte ferroviarie abbandonate in greenways, dell’intermodalità con il trasporto ferroviario, nonché dell’impiego di viabilità secondaria da dotare (tranne nella zona della costa sud e di altre aree interne già attrezzate con il progetto SIBIT) di apposita segnaletica. In attesa dei risultati della formulazione definitiva, i circa 600 km dell’itinerario (Palermo – Agrigento – Ragusa – Siracusa – Catania – Taormina – Randazzo – SS120 delle Madonie), saranno almeno per metà – o in proporzione diversa a seconda delle risorse disponibili – ricavati su sedimi ferroviari dismessi e per l’altra metà su viabilità ordinari da attrezzare con apposita segnaletica.

Autori

Vera Greco – Vicedirettore C.UNE.S. –

Giampaolo Schillaci – ideatore e promotore del Progetto – Rappresentante del Sito UNESCO “Città Tardo Barocche del Val di Noto” nel Comitato Esecutivo C.UNE.S.

Il progetto si giova della proficua collaborazione delle Associazioni Siciliane della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), che hanno messo a disposizione la profonda conoscenza del territorio e la progettualità di alcuni soci. Per l’Asse Occidentale Nord – Sud Palermo – Agrigento si ringrazia  particolarmente: Girolamo Lombardo, Gaetano Brucoli, Franco Tedesco.

Il dott. Girolamo Lombardo è dirigente presso il Centro Regionale per la Progettazione e per il Restauro e per le Scienze Naturali ed Applicate ai Beni Culturali – Palermo

Gaetano Brucoli, architetto, progettista esperto nel recupero delle tratte ferroviarie dismesse – FIAB Palermo

Franco Tedesco, organizzatore di ciclotour in Sicilia e all’estero, esperto conoscitore di tracciati ferroviari dismessi siciliani e di itinerari off road per mtbike – FIAB  Agrigento.

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Posted on 25 Dicembre 2015 by adminscicli. This entry was posted in Cultura, Economia, Mobilità, Unesco. Bookmark the permalink.
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