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In Sicilia non chiediamo la Luna ma la Terra

 

APPELLO AL MINISTRO COSTA

E AL PRESIDENTE MUSUMECI

In Sicilia non chiediamo la Luna ma la Terra

Per la prima volta la insieme numerosi Comitati Territoriali siciliani e tre associazioni ambientaliste assai note inviano un appello a Costa e a Musumeci. A significare il senso di grande preoccupazione che senza distinzioni ci pervade e che senza distinzioni ci vede insieme per raggiungere obiettivi comuni e condivisi.

Con questi fini si sta costruendo passo passo un fronte comune, prima con la costituzione di una Rete di Comitati Territoriali – la quarta assemblea si è tenuta a Scicli il 17 marzo di quest’anno – poi coinvolgendo altri Comitati e anche, come sta accadendo questa volta, le associazioni ambientaliste più titolate in tema di Paesaggio, Economia Circolare e Riduzione dei Rifiuti.

Fra i sottoscrittori, del Comitato No Triv Ibleo, un Comitato “di secondo livello” in quanto riunisce più di trenta fra associazioni e circoli, che in questi giorni si rimette in gioco, dopo dodici anni dalla prima aggressione ai territori, per effettuare operazioni di tutela basate sulla mobilitazione dei cittadini e la condivisione partecipata di Sindaci e Istituzioni.

L’appello è indirizzato anche al Ministro Costa, nella constatazione – mesta finché si vuole, ma realista – che le problematiche siciliane connesse ai rifiuti e alle trivellazioni sono di entità tale da richiedere la massima attenzione anche sul piano nazionale.

 

DA:

RETE COMITATI TERRITORIALI SICILIANI

COMITATI TERRITORIALI – Sicilia

ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE NAZIONALI – Sicilia

COORDINAMENTO NO TRIV – Val di Noto

A:

SERGIO COSTA                   MINISTRO DELL’AMBIENTE

NELLO MUSUMECI            PRESIDENTE REGIONE SICILIANA

 

Signor Ministro Sergio Costa, Signor Presidente Nello Musumeci,

 

Mai come oggi le risorse naturali dell’Isola di Sicilia sono sottoposte a livelli di rischio prossimi al non ritorno. Lo sono l’aria delle città e delle aree industriali; le acque, sia marine sia superficiali, sia sotterranee; la terra, sia interna che delle fasce costiere. La migliore risorsa fra tutte, quella rappresentata da uomini e donne di ogni età, fugge come emorragia inarrestabile. E con ogni probabilità, i fenomeni sono fra loro strettamente correlati.

Rifiuti, impianti industriali, politica energetica sono le lame infisse nelle carni della nostra Isola, in buona compagnia con altre ferite inferte a persone e territori e ormai incancrenite.

La politica energetica del paese, basata sulle fossili ha compiuto scempi di coste e persone. Raffinerie che ammorbano l’aria e serbatoi che inquinano le falde, stabilimenti e piattaforme in mare sempre più obsoleti e pertanto sempre più esposti a rischio di incidenti gravi per un prevedibile e crescente degrado manutentivo. Persino le aree UNESCO del Sud Est vengono intaccate dalle prospezioni e dalle ricerche nel sottosuolo, ponendo quelle aree a rischio senza alcun corrispettivo, peraltro impossibile a commisurarsi al rischio stesso.

Il processo VEGA con l’immissione nel sottosuolo di quantità enormi di reflui pericolosi (e poi prescritto), gli sversamenti, a mare come in terra, i comportamenti al di là della legge adottati da imprese pur titolate, gridano la necessità di una svolta che comporti l’annullamento di atti e autorizzazioni troppe volte concessi in maniera altamente incauta.

Nel comparto del ritiro e del trattamento dei rifiuti, o meglio sarebbe della trasformazione dei rifiuti in materiali e risorse, permane massimo il rischio di resa alla delinquenza organizzata o alle lobby dedite alle grandi speculazioni sulla salute delle persone e sulla salubrità dei territori.  Gli impianti per i quali si richiede autorizzazione sono troppe volte scatole cinesi che, al di là di denominazioni a volte accattivanti, nascondono processi obsoleti e spesso rischiosi, il cui unico fine è l’arricchimento alle spalle delle Comunità. Emergenza è da anni la parola d’ordine mediante la quale perpetrare ogni oscenità. Discariche, impianti progettati non per risolvere, bensì per speculare indecentemente.

Le aree industriali nelle quali dalla metà del secolo scorso imperano gli stabilimenti petrolchimici vi sono gruppi che hanno agito o agiscono senza tenere in alcun conto della salute delle persone e dei territori; nessuna mitigazione seria è stata approntata, nemmeno sui disagi olfattivi, veri e propri attentati alla salute. Nessuna bonifica è partita, e se ci riferiamo all’area del SIN Priolo che comprende Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa, ma anche a quelle di Milazzo, Gela, di Termini Imerese, da sessant’anni una industria di rapina “ci aiuta a casa nostra”, distruggendo corpi, anime e dignità mediante l’osceno scambio fra il lavoro da una parte e ambiente e salute dall’altra.

Deve essere poi rigettata con forza la proposta di estensioni delle Zone di Espansione Speciale – ZES, su superfici soggette a vincolo di bonifica, (come sta accadendo per il SIN Priolo) perché questo non è che è un modo per eludere bonifica e la riconversione di quei luoghi.

Troppo spesso, peraltro, certe istituzioni locali risultano coinvolte nella pessima gestione del territorio e alle loro responsabilità si assommano quelle di certi Uffici regionali, per il ruolo decisivo che a questi ultimi compete nei procedimenti autorizzativi finali. Con risultati che talvolta giungono ad oscurare il lavoro serio e responsabile di tanti funzionari dalla schiena dritta.

Le Associazioni ambientaliste e i Comitati Territoriali, presidi di Legalità e Giustizia, debbono diventare per misura istituzionale destinatari privilegiati di informazione e interlocuzione sui temi dei Rifiuti, sulla conduzione e sulla bonifica dei SIN, sulle questioni connesse alla politica energetica e ai nuovi progetti industriali pericolosi che si tenta di avviare.

Chiediamo con forza, inoltre, sia l’annullamento dei decreti regionali che hanno aperto le porte alle prospezioni nel sud est della Sicilia, sia l’avvio immediato delle bonifiche già autorizzate.

Ci consideriamo di fronte ad una emergenza senza precedenti. Mai come oggi la Sicilia è ad un punto di snodo della propria storia e l’unica via di uscita dalla situazione attuale non può che essere rappresentata da interventi progettati e condivisi fra le massime istituzioni e la società civile riunita in Comitati Territoriali e in Associazioni ambientaliste, ognuno per le proprie competenze.

Con questi obiettivi minimi, con senso di accorata emergenza e senza voler in alcun modo porre in ombra il lavoro duro e onesto di tanti amministratori e funzionari, ci poniamo in fiduciosa attesa di passi chiari e inequivocabili verso Trasparenza, Giustizia, Legalità, Collaborazione.

Non resti inascoltato, l’appello alla riconversione e alla giustizia climatica in una terra, come la nostra, la cui grande parte della superficie è già interessata da intensi processi di desertificazione.

Il tempo delle attese è finito. I diritti alla salute e alla tutela dell’ambiente non possono e non debbono essere oggetto di trattativa, né tanto meno di concessioni. Essi sono riconosciuti dalla Carta Costituzionale ed è ora che essi entrino nella prassi di tutti i giorni

 

firme

I COMITATI TERRITORIALI DELLA RETE CENTRO ORIENTALE SICILIANA

Comitato di volontariato per la tutela della salute

dell’ambiente e del territorio – Scicli     (RG)     Tiziana Cicero, Giampaolo Schillaci

Comitato Bagali – Sabbuci – Baratti         (SR)     Carmelo Marchese

Movimento Cinquesei – Terme Vigliatore (ME)  Nino Chiofalo

Comitato Codavolpe – Vaccarizzo            (SR)     Salvo Perricone

Comitato No inceneritori Valle del Mela (ME)   Samadhi Lipari

Comitato Stop Veleni

Augusta Priolo Melilli Siracusa             (SR)     Cinzia Di Modica, Giuseppina Nanè

Coordinamento per il Territorio contro la

discarica Armicci-Bonvicino – Lentini   (SR)     Maria Adagio, Metis Bombaci

Comitato NO FRANE – NO PRECARIETÀ   (ME) Giacomo Di Leo

Presidio Partecipativo del Patto

di Fiume Simeto                                      (CT)     David Mascali, Vincenza Bonanno

Comitato No Ponte                                     (ME)   Luigi Sturniolo

I COMITATI

Comitato No discarica ad Agira                             (EN)    Giovanna La Torre – Antonella Briga

Comitato No Discarica a Catenanuova                (EN)    Graziano Catania – Dario Gulisano

Comitato Stoppa La Piattaforma – Sciacca         (TP)     Mario Di Giovanna

Comitati No Discarica – Misterbianco e              (CT)

No Discarica – Motta S. Anastasia                    (CT)     Josè Calabrò – Danilo Festa

 

COORDINAMENTO NO TRIV – Val di Noto                       Paolo Pantano

Il Comitato raccoglie oltre trenta associazioni e organismi ambientalisti dell’area Iblea (SR – RG)

 

LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

Italia Nostra Sicilia                                                              Presidente Leandro Janni

Legambiente Sicilia                                                             Presidente Gianfranco Zanna

Zero Waste Sicilia                                                               Presidente Beniamino Ginatempo

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Posted on 23 Ottobre 2019 by adminscicli. This entry was posted in Cittadinanza attiva. Bookmark the permalink.
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